l’importanza del coating nei vetri isolanti
Uno degli aspetti più importanti nella scelta degli infissi è il vetro basso emissivo e, per farlo correttamente, è fondamentale porre la massima attenzione alla scelta del coating.
In questo cantiere a Ravenna dovevamo sostituire una trentina di vecchi infissi e per il cliente era importante la trasparenza. Inoltre, aveva fatto capire chiaramente che non gradiva quell’effetto specchio che spesso vedeva in alcune vetrate sostituite da suoi conoscenti.

Indice
Prestazioni da valutare nella scelta del vetro
Parlando di vetro ci sono innumerevoli aspetti da considerare: l’isolamento termico, l’abbattimento acustico, la sicurezza contro gli infortuni, la sicurezza contro l’effrazione, la trasmittanza luminosa, il fattore solare, la riflessione interna/esterna, l’assorbimento energetico, lo shock termico e i ponti termici dovuti alla canalina termica.
In questo articolo voglio soffermarmi principalmente sulle prestazioni che vengono fortemente influenzate dalla scelta del coating, ovvero del trattamento basso emissivo. Potremmo parlare anche di coating selettivi, ma in questo articolo ci soffermeremo solo sul basso emissivo in quanto l’irraggiamento solare non era un problema, sia per esposizione sia perché erano presenti schermature solari.
Hard coating: vantaggi e limiti
I vetri basso emissivi si ottengono con un coating, un deposito di metalli nobili e non su una faccia del vetro. Esistono due famiglie di basso emissivi: gli Hard Coating (conosciuti come pirolitici) e i Soft Coating (conosciuti come magnetronici).
Gli Hard Coating hanno un rivestimento molto resistente e possono essere utilizzati anche in vetri monolitici. Sono i primi bassi emissivi immessi sul mercato negli anni ’70. La prestazione massima ottenibile in vetrata doppia è di Ug 1,5 W/m²K e per questo sono oggi poco utilizzati perché ampiamente superati dai coating magnetronici che hanno prestazioni superiori sia dal punto di vista termico che nella trasmittanza luminosa.
I vetri con rivestimento pirolitico utilizzano un rivestimento a base di stagno e sono elettricamente conduttivi, per questo motivo sono utilizzati in applicazioni molto particolari come vetri riscaldabili per zone molto fredde, per i banconi frigo dei supermercati e nelle vetrate dei forni delle nostre case. Negli ultimi anni hanno trovato una piccola fetta di mercato nelle vetrate doppie installati in faccia #1 e abbinati ai bassi emissivi magnetronici in faccia #3. Si può ottenere una prestazione termica di 0,9 W/m²K insieme a tanti svantaggi: una pessima trasmittanza luminosa, una alta RLe (riflessione molto elevata), un alto Ae (assorbimento energetico, rischio shock termico) e un considerevole aumento dei costi. Ne vale la pena? A mio parere no, con questi numeri è meglio indirizzarsi verso una vetrata tripla.

Soft coating: la scelta più diffusa oggi
I Soft Coating invece sono quelli utilizzati nel 90% delle vetrate isolanti di ultima generazione. Sono detti “soft” perché più delicati e devono essere sempre racchiusi all’interno della vetrata isolante: i depositi d’argento, infatti, a contatto con l’aria si ossiderebbero, rendendo il vetro inguardabile.
Sono nati negli anni ’80 e attualmente si dividono in due famiglie di prodotti: i rivestimenti a doppio strato di argento e quelli a triplo strato di argento. Quelli a doppio strato di argento sono i coating che permettono di arrivare a Ug 1,1 W/m²K in vetrata isolante doppia e 0,6 W/m²K nelle vetrate triple. Con quelli a triplo strato di argento si ottengono rispettivamente 1,0 W/m²K e 0,5 W/m²K. La differenza tra i due coating è di 0,1 W/m²K.

Attenzione a non guardare solo il valore Ug
Se guardiamo solo questi due valori si potrebbe erroneamente pensare che è sempre preferibile utilizzare quelli a triplo strato e ottenere il massimo isolamento termico, ma cosa succede nella realtà se guardiamo una vetrata isolante nell’intero delle sue prestazioni?
Nella trasmittanza luminosa perdiamo circa 10 punti, passando da 80 a 72 in vetrata doppia e da 70 a 60 in vetrata tripla, un’enormità! Pensiamo che nel caso in oggetto stavamo sostituendo infissi con vetri di vecchia generazione senza nessun coating che avranno avuto una TL di circa il 90% ed il cliente voleva la massima trasparenza. Se avessimo scelto solo guardando l’isolamento termico sicuramente avremmo fatto un errore.
Materiale del telaio e scelta del coating
Occorre sempre guardare il quadro d’insieme, soprattutto quando i valori in gioco ce lo consentono. Ad esempio con un infisso in legno-alluminio o in PVC è sempre consigliabile utilizzare coating a doppio strato perché l’isolamento termico del materiale è già ottimo e ci consentirà di avere infissi con Uw di 1,3 W con vetri doppi e 0,9 W con vetri tripli. Con l’alluminio e l’acciaio occorre valutare meglio se quello 0,1 W è indispensabile per rientrare nei limiti di trasmittanza e/o per accedere agli incentivi statali in funzione della zona climatica in cui andranno installati.

Fattore solare e posizione del coating
Nel fattore solare accade lo stesso fenomeno: perdiamo circa 10 punti passando da 64 a 53 in vetrata doppia e da 52 a 39 in vetrata tripla. Questo significa che il vetro sarà più selettivo e farà passare meno calore che in estate potrebbe essere un vantaggio (se le finestre sono esposte al sole), ma in inverno perderemo molto dell’apporto gratuito del sole ed il bilancio energetico ne risentirà. Anche in questo caso occorre valutare bene quali sono gli obiettivi e le problematiche del caso specifico per poter adottare la soluzione migliore.
Collegato a questo aspetto voglio far presente un aspetto poco conosciuto della posizione del coating. Si tende infatti, nelle vetrate basso emissive, a installare il rivestimento in faccia #3 come consigliato dalle vetrerie e come indicato nelle etichette apposte ai vetri “lato interno”. Le facce si contano partendo dall’esterno verso l’interno della vetrata: la faccia #1 è quella esterna del primo vetro, la #2 è quella interna del primo vetro, la #3 è quella interna del secondo vetro e la #4 è quella interna del secondo vetro.
Se invertiamo la posizione del coating e lo mettiamo in faccia #2 (dove solitamente si installa un rivestimento selettivo) otteniamo un abbassamento del fattore solare di circa un 5%, facendo aumentare la selettività del vetro e rimanendo invariato l’isolamento termico. Un 5% non è molto ma in alcuni casi potrebbe essere sufficiente per evitare l’installazione di vetri selettivi, risparmiando sui costi e mantenendo un’ottima luminosità interna.

Riflessione esterna
Questo aspetto cambia radicalmente trasformando alcune composizioni quasi in dei vetri a specchio. Passare da un doppio strato a triplo strato comporta una variazione della RLe da 12% a 22% in vetro doppio e da 16% a 32% in vetrata tripla! Può essere desiderato da alcuni clienti una riflessione esterna così elevata per ottenere un po’ di privacy nelle ore diurne, ma credo che a pochi piacerà trovarsi con degli specchi al posto delle vetrate nelle ore notturne che oltretutto ostacolano la visione verso l’esterno.

Assorbimento energetico
I vetri a triplo strato assorbono più energia e, nel caso delle vetrate triple, si avvicinano al 25%, che è una zona di rischio per shock termico. L’assorbimento energetico è un valore da tenere sotto controllo per evitare questi spiacevoli fenomeni. Se si utilizzano vetri temperati si può correre il rischio perché tale rischio sarà basso; con vetri stratificati sarebbe meglio non rischiare e, se proprio non si può fare a meno di fare questa scelta, allora nelle vetrate dai 2,5 metri quadrati in su è consigliabile la molatura a filo grezzo.
Tabella riassuntiva
| Tipo di Coating | Prestazioni termiche (Ug) | Trasmittanza luminosa (%) | Riflessione esterna (%) | Assorbimento energetico (%) | Quando usarlo |
| Doppio strato d’argento | 1.1 / 0.6 | 80 / 70 | 12 / 16 | Basso | Consigliato nella maggior parte dei casi |
| Triplo strato d’argento | 1.0 / 0.5 | 72 / 60 | 22 / 32 | Alto | Solo se necessario per raggiungere valori di legge o incentivi |
| Hard Coating (pirolitico) | 1.5 | Bassa | Alta | Alto | Usi speciali (frigoriferi, forni, vetri riscaldabili) |
Considerazioni finali
Ogni scelta tecnica dovrebbe sempre nascere dall’ascolto attento delle esigenze del cliente, valutando il giusto compromesso tra prestazione, comfort e bellezza architettonica.
Nel caso della sostituzione a Ravenna ho optato per vetri con coating basso emissivo a doppio strato. I serramenti in legno-alluminio mi hanno permesso di ottenere un ottimo isolamento termico anche con questo tipo di vetro e, al contempo, una ottima trasparenza e limitare l’effetto specchio.
Il cliente? Soddisfatto. E presto dovrà costruire una nuova abitazione. Dove andrà a comprare i serramenti? Da chi lo ha consigliato bene o da chi rischia di fornire infissi basandosi solo su un numero, dimenticando che dietro ogni scelta tecnica ci sono persone con esigenze reali, preferenze estetiche e aspettative precise?

Ciao e al prossimo articolo,
William Bisacchi
Articolo pubblicato sulla rivista Nuova Finestra di marzo 2025

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