La posa in opera è uno degli aspetti cruciali della posa dei serramenti, ogni serramentista lo ha imparato quando inevitabilmente ha avuto qualche problema in cantiere. E’ la principale causa dei problemi che possono derivare dal serramento. Possiamo riscontrare diversi livelli di criticità in questa fase, quelle più facili da risolvere sono: infiltrazioni e passaggi di aria. Quelle di livello medio sono: ponti termici con muffa e condensa e trasmissione del rumore. Quelle più critiche sono quelle di: resistenza meccanica. In quest’ultimo caso una posa effettuata approssimativamente rischia di creare gravi conseguenza per cose e persone nel malaugurato caso che il fissaggio meccanico ceda.
Normative sulla posa in opera
Quando ho iniziato a lavorare nel 1988 per posa in opera di intendevano qualche vite autofilettante, tasselli del 6 a battere e silicone trasparente. E’ vero che anche gli infissi erano molto più semplici, più leggeri e con prestazioni ridicole a quelle che si possono ottenere ora con un infisso medio. Ora abbiamo molte più possibilità di scelta tra i materiale da utilizzare e soprattutto abbiamo una normativa – la UNI 11673 parte 1 che ci suggerisce come deve essere posato un serramento a regola d’arte. Abbiamo anche la UNI 11673 parte 2 che ci indica quali competenze devono avere gli operatori che posano il serramento. In ultimo ma non per importanza, abbiamo la UNI 10818 che identifica chi fa cosa e chi è responsabile delle determinate fasi che accompagnano il serramento dalla progettazione dei nodi alla posa in opera in cantiere.
Fatte queste doverose premesse ora parliamo del nastro termoespandente, la tecnologia migliore che possiamo utilizzare per sigillare (e non solo) il nostro serramento. Personalmente consiglio di utilizzare sempre il nastro termoespandente perché è il sistema che garantisce prestazioni più costanti e ripetibili nei diversi contesti applicativi. Facciamo un esempio pratico confrontandolo con un altra tecnologia che è pur sempre valida: La schiuma poliuretanica. La schiuma per poter essere utilizzata al meglio va bagnata prima e dopo, l’acqua infatti funge da catalizzatore. Inoltre occorre poter accedere al giunto per inserire la schiuma. Come possiamo utilizzarla con dei telai a “Z”? Non è tecnicamente possibile. Mi hanno raccontato di “posatori” che spruzzano la schiuma sul telaio a “Z” per poi applicarlo al controtelaio. Lascio ai lettori immaginare quali prestazioni e quali problemi possano scaturire da una posa eseguita in questo modo.
Un altro aspetto da considerare sono le temperature, le schiume poliuretaniche hanno un range di temperature ristretto – spesso da 5 a 30° – che in molte zone climatiche d’Italia le rendono inutilizzabili per diversi mesi. In funzione di questi 2 aspetti considero il nastro termoespandente la miglior scelta che mi permetta di utilizzare lo stesso metodo 365 giorni all’anno, con tutti i tipi di materiali e con tutte le tipologie di telaio.

Come è fatto il nastro termoespandente
Il nastro termoespandente, comunemente definito nastro autoespandente precompresso, è un sistema di sigillatura costituito da schiuma poliuretanica a celle aperte impregnata con resine sintetiche.
Durante il processo produttivo la schiuma poliuretanica viene impregnata con polimeri acrilici e additivi idrorepellenti, che ne stabilizzano la struttura e ne migliorano le prestazioni di durabilità e resistenza agli agenti atmosferici, in particolare alla pioggia battente, mantenendo al contempo una buona permeabilità al vapore.
Successivamente il materiale viene compresso industrialmente fino a ridurre significativamente il proprio spessore e confezionato in rotoli. In questa condizione il nastro conserva una forte energia elastica di recupero. Una volta applicato nel giunto di posa e liberato dalla compressione, il materiale si espande progressivamente fino a raggiungere lo spessore previsto, adattandosi alle irregolarità delle superfici e garantendo la continuità della sigillatura.
Per facilitare le operazioni di installazione, il nastro è dotato di una banda autoadesiva laterale, utile per il posizionamento temporaneo sul telaio del serramento a seconda della scelta del posatore, scelta che non ne influenzerà le prestazioni.

Tipologie di nastro
Esistono diversi tipi di nastro termoespandente utilizzati nella posa dei serramenti, progettati per rispondere a differenti esigenze di sigillatura del giunto tra serramento e muratura. In questo articolo però ci concentreremo sui due tipi più utilizzati nelle installazioni eseguite secondo i criteri previsti dalla UNI 11673, ovvero il nastro BG1 per la sigillatura esterna e il nastro termoespandente multifunzione per la parte mediana del giunto secondario.
Il nastro BG1 è progettato per garantire la protezione del giunto dagli agenti atmosferici. Si tratta di un nastro autoespandente con elevata resistenza alla pioggia battente, che permette allo stesso tempo la traspirazione del vapore verso l’esterno, evitando l’accumulo di umidità nel giunto di posa che potrebbe creare condensa interstiziale.
In un giunto secondario correttamente progettato il nastro BG1 rappresenta la soluzione più indicata per la sigillatura esterna, posizionato in battuta tra la parte frontale del telaio fisso ed il controtelaio. Di conseguenza è fondamentale prevedere sempre una posa in battuta e non “in luce” che oltre a migliorare le prestazioni di tenuta agli agenti atmosferici migliora l’attenuazione acustica.
Il nastro termoespandente multifunzione, invece, è una soluzione più evoluta e completa che consente di realizzare con un unico prodotto le tre funzioni fondamentali richieste dal giunto di posa moderno: tenuta all’aria sul lato interno, isolamento termoacustico nella zona centrale e protezione dagli agenti atmosferici sul lato esterno. Questa tipologia di nastro va utilizzata nella parte laterale nel telaio e nei serramenti più performanti è consigliabile un nastro largo almeno 50-60 millimetri.
Utilizzare un’accoppiata di questi 2 nastri, BG1 e multifunzione, ci permetterà di risolvere tutte le criticità del giunto secondario: tenuta agli agenti atmosferici, traspirabilità al vapore nella parte esterna, isolamento termico e acustico nella zona mediana e freno vapore nella parte interna. Tutte queste funzioni, 365 giorni all’anno, in ogni tipo di telaio e con estrema facilità di posa e pulizia. In ultimo, senza utilizzare prodotti nocivi che prigionano gas nell’aria come gli Isocianati delle schiume poliuretaniche.

Come scegliere il nastro giusto?
Come prima cosa occorre scegliere un nastro con un campo di utilizzo corretto per il giunto previsto. Il giunto tra serramento e controtelaio deve infatti essere progettato tenendo conto delle dilatazioni dei materiali e delle dimensioni del serramento. Ad esempio il giunto di uno scorrevole alzante in PVC largo 3 metri sarà diverso da quello dello stesso serramento realizzato in legno, perché i materiali hanno comportamenti dimensionali differenti.
Se il giunto previsto fosse, ad esempio, di 12 mm, un nastro con campo di utilizzo 4–9 mm non lavorerebbe correttamente e non garantirebbe le prestazioni previste. In questo caso sarebbe più indicato un nastro con campo 6–15 mm, in grado di lavorare nel range corretto.
Per quanto riguarda il nastro BG1 per la sigillatura esterna, nella maggior parte delle applicazioni funziona bene un nastro con campo di utilizzo 3–7 mm.
Anche la larghezza del nastro deve essere scelta in modo adeguato. Indicativamente suggerisco:
- 10 o 15 mm per il nastro BG1 esterno
- 25-30 mm per un nastro multifunzione su serramenti con prestazioni standard (ad esempio un infisso in PVC da 70 mm con doppio vetro)
- 50–60 mm per serramenti ad alte prestazioni o con vetro triplo.
Casi particolari: Negli infissi in alluminio a taglio termico è buona pratica posizionare il nastro in corrispondenza del taglio termico, così da mantenere la continuità della barriera isolante. Nel caso degli scorrevoli alzanti e panoramici, dove i giunti sono molto profondi a causa dei telai spesso da 150-200 millimetri, è preferibile utilizzare due nastri multifunzione da 25-30mm.

Una volta definite dimensioni e tipologia del nastro, è fondamentale leggere attentamente le schede tecniche del prodotto. Per un nastro BG1, ad esempio, la prima prestazione da verificare è la tenuta alla pioggia battente: personalmente consiglio prodotti con valori almeno di 600 Pa.
Successivamente è opportuno controllare anche:
- traspirabilità
- temperature di utilizzo
- durabilità del materiale
Nel caso dei nastri multifunzione, valuterei inoltre:
- trasmittanza termica
- isolamento acustico
- valore Sd, cioè la resistenza alla diffusione del vapore.
Infine, ma non meno importante, sceglierei solo prodotti conformi alla norma UNI 11673, con certificazioni ambientali e sanitarie come EPD, EC1 o EC1 Plus, a tutela sia dei posatori sia dei clienti finali.
E guarderei con molta attenzione anche le garanzie offerte dal produttore: personalmente ritengo che per questo tipo di prodotti sia ragionevole aspettarsi una garanzia di almeno 10 anni.

Errori comuni in cantiere
Nonostante il nastro termoespandente sia un prodotto relativamente semplice da utilizzare, in cantiere si riscontrano ancora diversi errori che possono compromettere le prestazioni del giunto di posa.
Uno degli errori più frequenti è scegliere un nastro con campo di utilizzo non corretto rispetto alla dimensione del giunto. Se il giunto è più grande del range previsto dal produttore, il nastro non riuscirà a esercitare la pressione necessaria sulle superfici e la sigillatura non garantirà le prestazioni previste.
Un altro errore molto comune è applicare il nastro senza una corretta pulizia del supporto. Polvere, residui di lavorazione o intonaci friabili possono compromettere l’adesione iniziale del nastro e rendere meno efficace la sua espansione.
Anche la gestione delle giunzioni è un punto spesso sottovalutato. In generale è preferibile evitare giunzioni. Normalmente è consigliabile applicare il nastro con una configurazione a “U”, partendo dalla parte bassa di un montante, proseguendo lungo la traversa superiore e scendendo fino alla parte bassa dell’altro montante. Le giunzioni dovrebbero essere realizzate solo quando termina il rotolo e preferibilmente nella parte alta del serramento, dove il rischio di infiltrazioni è minore.
Un altro errore frequente riguarda la posa del nastro negli angoli. Spesso il nastro viene tirato per farlo aderire meglio alla curvatura del telaio. In realtà questo comportamento è sbagliato: se il nastro viene messo in trazione perde parte della sua capacità di espansione e può non sigillare correttamente il giunto. La posa corretta prevede invece di mantenere il nastro leggermente “ricco” negli angoli, accompagnandolo nella curvatura senza tensionarlo.
Un errore altrettanto comune è tagliare il nastro esattamente a filo del serramento. In questo modo, durante l’espansione, il materiale può non garantire una perfetta continuità della sigillatura nei punti terminali. È quindi preferibile lasciare il nastro leggermente più lungo del telaio, circa

Conclusioni
Nel corso degli anni i serramenti hanno raggiunto livelli prestazionali sempre più elevati, valori di isolamento termico e acustico impensabili fino a pochi decenni fa. Tuttavia, tutte queste prestazioni possono essere facilmente compromesse da una posa in opera eseguita in modo approssimativo.
Il giunto di posa è a tutti gli effetti un elemento tecnico dell’involucro edilizio e deve essere progettato e realizzato con la stessa attenzione dedicata al serramento stesso. In questo contesto il nastro termoespandente rappresenta una delle soluzioni più efficaci oggi disponibili. Permette di realizzare giunti di posa performanti, durabili e coerenti con i principi indicati dalla norma UNI 11673, garantendo tenuta all’aria, isolamento termoacustico e protezione dagli agenti atmosferici.
Come sempre, però, non è il prodotto in sé a fare la differenza, ma il modo in cui viene utilizzato. La conoscenza dei materiali, la lettura attenta delle schede tecniche e una corretta progettazione del giunto sono elementi indispensabili per ottenere risultati all’altezza delle prestazioni dichiarate dal serramento.
Perché, come ogni serramentista ha imparato almeno una volta nella propria carriera, il serramento può essere anche eccellente… ma se la posa non è all’altezza, prima o poi il cantiere presenterà il conto.
William Bisacchi
Articolo pubblicato sulla rivista Nuova Finestra di Aprile 2026

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