Perché il valore più basso non è sempre la scelta migliore
La scelta del vetro è sempre la parte più delicata del nostro lavoro, perché è quella che determina la maggior parte delle prestazioni del serramento, a partire dalla trasmittanza termica.
Dal punto di vista tecnico, la trasmittanza termica rappresenta una misura della dispersione di energia attraverso il vetro: più il valore è basso e maggiore è la prestazione termica del sistema. Lo stesso principio vale per il telaio e per la finestra completa. Valori prossimi allo zero indicano minori dispersioni, maggiore comfort interno e un conseguente risparmio energetico.
Sebbene il termine “dispersione termica” descriva in modo corretto il fenomeno fisico, risulta meno efficace dal punto di vista comunicativo nei confronti del cliente finale; per questo, nella pratica, si fa riferimento al valore di trasmittanza.
A una valutazione superficiale si potrebbe quindi pensare che le soluzioni più performanti – come il vetro triplo o il vetro sottovuoto – rappresentino sempre la scelta migliore. In realtà, un serramento non può essere valutato esclusivamente sulla base della prestazione termica.
Entrano infatti in gioco molti altri fattori determinanti, come il design, i limiti di peso, la trasmissione luminosa, il fattore solare, l’isolamento acustico e la sicurezza antieffrazione. La corretta scelta del vetro nasce quindi da un equilibrio tra prestazioni energetiche, funzionali ed estetiche, non dalla ricerca del valore numerico più basso.
Spesso, privilegiando uno di questi aspetti, si ottiene un effetto negativo su un altro. È solo la combinazione equilibrata di tutti questi fattori a determinare quale prestazione debba essere considerata prioritaria in uno specifico progetto.
Esiste inoltre un altro aspetto fondamentale, spesso sottovalutato: dove verrà installato il serramento.

La zona climatica come primo criterio di scelta
Il primo elemento da valutare per stabilire se un vetro triplo rappresenti la scelta corretta è infatti la zona climatica in cui il serramento verrà installato. La zona climatica è la classificazione climatica ufficiale italiana, basata sul parametro dei gradi giorno.
I gradi giorno rappresentano un valore numerico che esprime, su base annua, la differenza cumulata tra la temperatura interna di riferimento, convenzionalmente fissata a 20 °C, e la temperatura media giornaliera esterna. Questo parametro consente di stimare quanto e per quanto tempo un edificio necessita di energia per il riscaldamento.
In funzione del valore annuo dei gradi giorno, ogni Comune italiano viene assegnato a una zona climatica. Il territorio nazionale è suddiviso in sei zone, dalla A, la più calda, fino alla F, la più rigida, che identificano condizioni climatiche progressivamente più severe.
Normativa e progetto: da dove partire davvero
La prima cosa da fare nella scelta del vetro è rispettare i limiti minimi di legge legati alla zona climatica di riferimento. Successivamente, qualora sia presente un progettista, si devono seguire i valori indicati nella Relazione ex Legge 10, il documento tecnico–energetico che verifica e dimostra la conformità dell’edificio ai requisiti di prestazione energetica previsti dalla normativa vigente, definendo in modo puntuale le prestazioni richieste a involucro, serramenti e impianti.
Una volta rispettate le disposizioni di legge, è possibile – e spesso opportuno – procedere con una valutazione tecnica di merito, basata sull’esperienza professionale. Di seguito alcuni spunti e suggerimenti utili per orientare la scelta in modo consapevole.

Zone climatiche A, B e C: perché il vetro triplo non ha senso
Nelle prime tre zone climatiche (A, B e C), le più calde, caratterizzate da un valore massimo di 1.400 gradi giorno, il vetro triplo non rappresenta una scelta tecnicamente giustificata. In questi contesti climatici le temperature invernali sono generalmente miti e difficilmente raggiungono valori prossimi o inferiori allo zero, come avviene invece nelle zone E e F.
In tali condizioni, l’adozione di un vetro triplo rende praticamente impossibile il recupero dell’investimento economico necessario. E non si tratta solo del maggior costo del vetro in sé, ma anche delle conseguenze progettuali che ne derivano: telai più profondi, necessari a contenerne lo spessore, e ferramenta più robusta, indispensabile per gestirne il peso superiore.
A tutto questo si aggiunge una riduzione della trasmissione luminosa, con ambienti interni più bui, senza un reale beneficio energetico invernale.
È vero che un vetro triplo dotato di due coating basso emissivi comporta un fattore solare più basso, contribuendo a limitare il surriscaldamento dovuto all’elevata presenza di sole tipica di queste zone climatiche. Tuttavia, lo stesso risultato può essere ottenuto in modo più semplice, efficace ed economicamente razionale utilizzando un vetro doppio con coating selettivo, correttamente posizionato su faccia #2, oppure, ancora meglio, attraverso l’impiego di sistemi di schermatura solare esterni.

Zone climatiche D ed E: la scelta va calibrata sull’involucro
Nelle zone climatiche intermedie (D ed E) è opportuno valutare con attenzione il livello di isolamento dell’involucro edilizio e ricercare un corretto equilibrio prestazionale tra pareti e serramenti.
In presenza di una costruzione con muratura semplice da 30 cm, con una trasmittanza termica elevata, ad esempio pari a 1,5 W/m²K, non ha alcun senso tecnico installare un vetro con Ug pari a 0,6 W/m²K: il serramento risulterebbe fortemente sovradimensionato rispetto al resto dell’involucro, senza benefici reali sul bilancio energetico complessivo.
Al contrario, in edifici con involucro ben isolato, ad esempio con pareti aventi una trasmittanza dell’ordine di 0,25 W/m²K, diventa sensato prendere in considerazione l’utilizzo di un vetro triplo con Ug pari a 0,6 W/m²K, oppure, in alternativa, di un vetro sottovuoto.
In questa fase è fondamentale mettere sul piatto tutte le esigenze del cliente, valutandole nel loro insieme:
- Sicurezza antieffrazione: Se questo è l’aspetto prioritario, può essere necessario sacrificare parte della prestazione termica per installare vetri stratificati di sicurezza o blindati, che abbinati a un vetro triplo possono comportare pesi elevati e un incremento dell’effetto cromatico “verdone”.
- Luminosità:Quando la luminosità è l’esigenza principale, è preferibile orientarsi verso un vetro doppio, oppure, se il budget lo consente, verso un vetro triplo con lastre extrachiare, per limitare la perdita di trasmissione luminosa.
- Isolamento acustico:Un vetro doppio correttamente progettato, con spessori differenziati e intercalari acustici, può già offrire ottime prestazioni. Tuttavia, una vetrata tripla consente di raggiungere risultati ancora più elevati in termini di abbattimento acustico.
- Panoramicità: In presenza di viste particolarmente pregiate, un vetro doppio extrachiaro garantisce il massimo appagamento visivo grazie a minori riflessioni interne, maggiore trasparenza e una resa cromatica dei colori più fedele.
- Integrazione di schermature solari: Quando si utilizzano schermature integrate nel vetrocamera, il vetro triplo consente di collocare la schermatura nella camera esterna, ottenendo risultati migliori sia dal punto di vista funzionale che energetico.

Zona climatica F: quando il vetro triplo è una necessità tecnica
Nella zona climatica più rigida (zona F), nella pratica progettuale, è necessario ricorrere al vetro triplo, poiché il solo doppio vetro non consente di rispettare i requisiti minimi di trasmittanza imposti dalla normativa vigente per l’involucro edilizio.
Non prendo in considerazione i vetri doppi con trasmittanza dichiarata pari a 0,9 W/m²K, in quanto li considero una soluzione di compromesso, ottenuta forzando al limite una tecnologia basata sull’abbinamento di coating basso emissivo magnetronico e coating pirolitico. Dal punto di vista tecnico non rappresentano una reale alternativa al vetro triplo, ma piuttosto una scorciatoia progettuale, scelta per rientrare nei limiti di legge sacrificando la luminosità del vetro al solo fine di ottenere un miglioramento marginale della trasmittanza, nell’ordine di 0,1 W/m²K.
È importante chiarire che eventuali manleve o dichiarazioni liberatorie, sottoscritte dal committente o dal progettista, non consentono deroghe ai limiti di legge: l’utilizzo di un vetro non conforme comporta comunque una violazione normativa.

Le facce corrette per il posizionamento dei coating
Concludiamo questo articolo con uno spunto tecnico sul posizionamento dei coating nelle vetrate triple, che devono essere sempre due.
L’utilizzo di un solo coating basso emissivo in una vetrata tripla porta infatti a una prestazione termica massima dell’insieme vetro (Ug) pari a circa 0,8 W/m²K, anche ricorrendo a coating di ultima generazione a triplo strato d’argento.
L’impiego di due coating, correttamente posizionati all’interno della stratigrafia, consente invece di raggiungere valori Ug di 0,6 W/m²K o addirittura 0,5 W/m²K, ottenibili con relativa facilità e senza forzare la tecnologia.
Le posizioni corrette dei coating basso emissivi in una vetrata tripla possono essere faccia #1 + faccia #5, oppure faccia #2 + faccia #4; in alternativa, una configurazione efficace prevede il posizionamento su faccia #3 + faccia #5.
È invece sconsigliato installare due coating all’interno della stessa camera, poiché il coating ha la funzione di riflettere la radiazione infrarossa (IR). Due superfici basso emissive che si fronteggiano all’interno della medesima intercapedine tendono a interferire tra loro, risultando ridondanti e meno efficienti dal punto di vista dello scambio termico.
In presenza di tendine o veneziane integrate nel vetrocamera, è opportuno posizionarle nell’intercapedine esterna e collocare i coating basso emissivi su faccia #3 + faccia #5. Questa configurazione consente di ottimizzare la schermatura solare nei confronti dell’irraggiamento esterno, affidandola alla tenda o alla veneziana, e di massimizzare l’efficacia dei trattamenti basso emissivi verso l’interno, migliorando il bilancio energetico complessivo della vetrata senza penalizzare comfort e luminosità.
È quindi evidente come, nella progettazione di una vetrata tripla realmente efficiente, il numero e la corretta collocazione dei coating rappresentino un aspetto determinante, ben più rilevante della semplice scelta di un vetro “spinto” dal punto di vista commerciale.
Ciao e al prossimo articolo,
William Bisacchi
Articolo pubblicato sulla rivista Nuova Finestra di Febbraio 2026

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