Condensa su finestre in PVC, in sintesi: è il vapore acqueo dell’aria di casa che, toccando la superficie più fredda della stanza (quasi sempre il vetro o il suo bordo), scende sotto il punto di rugiada e torna liquido.
Il buono: nella maggior parte dei casi non è un difetto della finestra e si risolve senza smontare niente.
Il brutto: se la ignori per una stagione, dalla condensa arriva la muffa. E quella è un’altra storia.
Il cattivo: asciugare i vetri ogni mattina e chiamarla soluzione. Stai curando il sintomo, per anni.
La condensa sulle finestre in PVC è la telefonata che ricevo più spesso tra novembre e febbraio. E quasi sempre suona così: “ho appena cambiato gli infissi e adesso ho i vetri bagnati, prima non succedeva”. Ti do subito la risposta scomoda, da uno che fa questo lavoro dal 1988: quasi sempre non è un difetto della finestra nuova, è la prova che funziona. Adesso ti spiego perché, e soprattutto cosa fare.
Indice

Come si forma la condensa, in modo semplice
L’aria contiene sempre vapore acqueo, e più è calda più ne può contenere. Quando tocca una superficie fredda si raffredda anche lei, e a un certo punto non riesce più a tenere tutto il vapore: la parte in eccesso torna acqua e si deposita. È lo stesso motivo per cui una bottiglia presa dal frigo d’estate si bagna fuori. La temperatura alla quale succede si chiama punto di rugiada, e non è teoria: è un numero che riguarda casa tua.
Se in soggiorno hai 20 gradi e il 50% di umidità relativa, il punto di rugiada è circa 9 gradi: qualunque superficie sotto i 9 gradi si bagna. Con il 60% di umidità sale a 12 gradi, con il 70% supera i 14. Ecco perché la stessa identica finestra può non fare condensa in una casa e farla in quella accanto: non cambia la finestra, cambia l’umidità dentro.
Il pensiero da portarsi a casa è questo: la condensa nasce dall’incontro tra una superficie fredda e troppa umidità nell’aria. Devi agire su uno dei due, e quasi sempre il lato giusto è il secondo.
Esistono due condense diverse. La condensa superficiale è quella che vedi: acqua sul vetro, sul telaio, sull’angolo del muro. È brutta e porta muffa, ma la vedi e puoi affrontarla. La condensa interstiziale si forma invece dentro il muro o lo strato isolante: non la vedi, rovina l’isolante e la scopri anni dopo. Questa non si risolve arieggiando, si evita in fase di progetto.
Perché la condensa arriva proprio dopo aver messo il PVC
Qui devo smontare una cosa che si legge spesso ed è sbagliata: non è vero che il PVC rende la finestra più fredda. È esattamente il contrario. Un profilo in PVC multicamera tiene il lato interno del telaio più caldo di un vecchio infisso in legno mal tenuto o di un alluminio senza taglio termico. Se sul telaio non vedi condensa e sul vetro sì, è proprio perché il profilo sta facendo il suo lavoro.
Il vero motivo è molto più banale. I tuoi vecchi infissi erano permeabili: dalle fessure entrava aria fredda e usciva aria umida, giorno e notte. Era una ventilazione involontaria, antipatica ma efficace. Una finestra nuova in PVC in classe 4 di permeabilità all’aria è quasi ermetica: quel ricambio automatico è sparito da un giorno all’altro, e il vapore che prima usciva da solo adesso resta in casa.
Risultato: l’umidità interna sale, il punto di rugiada sale con lei e l’acqua va a depositarsi sulla superficie più fredda che trova. Quasi sempre il vetro, e soprattutto il suo bordo. Ne parlo anche in nuovi infissi con muffa e condensa.
Le cause vere, in ordine
Prima di cambiare qualcosa conviene capire da dove arriva l’acqua nell’aria, perché quasi sempre le cause sono più di una. Ecco le cinque che trovo in cantiere, dalla più frequente.
1. Scarsa ventilazione
Con i nuovi infissi il ricambio d’aria è crollato e nessuno ha cambiato abitudini.
2. Vapore prodotto in casa
Docce, cucina, lavatrice, panni stesi. Una famiglia di quattro persone produce circa 10 litri di vapore al giorno.
3. Ponti termici
Spalle della finestra, architravi, angoli, cassonetti: punti dove il muro è più freddo del resto.
4. Distanziale del vetro
Se è in alluminio, il bordo del vetro resta freddo. È lì che la condensa parte quasi sempre.
5. Camere poco riscaldate
La camera da letto a 16 gradi con la porta chiusa è il posto più a rischio della casa.
La numero 5 spiega perché tanta gente ha la condensa sui vetri della camera da letto e da nessun’altra parte. Di notte, tra respiro e sudore, ognuno di noi rilascia nell’aria più o meno un bicchiere d’acqua. La temperatura è più bassa che nel resto della casa e la porta è chiusa: la combinazione perfetta. E la qualità della finestra non c’entra.

Le conseguenze se lasci correre
Un vetro bagnato la mattina non è un dramma. Il problema è che l’acqua non resta sul vetro: cola sul fermavetro, si accumula nel canale in basso del telaio, imbeve il silicone e finisce sul davanzale e sull’intonaco sotto. E lì, in un punto sempre umido e poco arieggiato, la muffa intorno alle finestre compare in poche settimane.
In ordine di gravità: macchie e odore di chiuso, intonaco che si sfalda, fermavetri e guarnizioni che si rovinano e, soprattutto, aria meno sana per chi soffre di allergie o asma. Su questo non minimizzo: la muffa in camera da letto va eliminata, non sopportata.
I rimedi, dal più economico al più impegnativo
Adesso la parte pratica, in ordine di costo. Nella maggior parte dei casi ci si ferma ai primi tre.
1. Arieggia bene e poco. Non tenere la finestra a ribalta per ore: raffredda i muri e cambia poca aria. Spalanca per cinque minuti, due o tre volte al giorno, meglio se crei corrente tra due lati opposti della casa. È il metodo che spiego in arieggiare casa, e funziona meglio di quanto pensi.
2. Riduci il vapore alla fonte. Coperchi sulle pentole, cappa accesa quando cucini, aspiratore in bagno acceso durante e dopo la doccia. E soprattutto niente panni stesi in casa: uno stendino carico rilascia un paio di litri d’acqua nell’aria. Se proprio devi, mettilo in una stanza chiusa con la finestra socchiusa.
3. Misura. Un igrometro da venti euro ti dice se sei sopra il 60% di umidità relativa, la soglia oltre la quale i problemi diventano probabili. Il valore giusto sta tra il 40 e il 60%, come spiego in umidità ideale in casa. Se sei sempre sopra, un deumidificatore nella stanza critica risolve in pochi giorni.
4. Interventi sulla casa. Se il problema è strutturale si lavora sui ponti termici e sulla ventilazione meccanica. Un impianto di VMC, anche a singola stanza, è la soluzione definitiva: cambia l’aria in continuo recuperando il calore. Costa, ma in una casa ermetica è la risposta tecnicamente giusta.
Prima di spendere un euro, fai questa prova per due settimane: igrometro in camera, finestre spalancate cinque minuti al risveglio e cinque prima di dormire, niente panni stesi dentro e porta della camera aperta di giorno. Nella grande maggioranza dei casi che ho seguito, la condensa del mattino sparisce senza toccare nulla. Se non sparisce, allora sì che vale la pena guardare serramento e muri.
Cosa guardare nella finestra in PVC
Sistemate le abitudini, ci sono tre elementi del serramento che fanno davvero la differenza sulla condensa.
Il primo è il distanziale del vetrocamera, cioè la canalina che tiene separate le due lastre. Se è in alluminio conduce il freddo e crea una fascia gelida lungo tutto il bordo del vetro: è lì che la condensa parte per prima, sempre. Con un distanziale a bordo caldo quella fascia resta qualche grado più calda, e spesso basta a stare sopra il punto di rugiada. Su un serramento nuovo è una richiesta da fare per iscritto.
Il secondo è il vetro: un basso emissivo con gas argon nell’intercapedine tiene la lastra interna molto più calda di un doppio vetro semplice, quindi condensa molto più tardi. Il terzo sono le guarnizioni: due o tre, continue, integre e non schiacciate. Se sono vecchie e deformate fanno passare aria fredda proprio sul perimetro dell’anta, e lì compare la condensa.
La stessa logica vale per il metallo, dove la condensa sulle finestre in alluminio è più frequente proprio perché il metallo conduce il freddo. Il taglio termico riduce moltissimo il problema, ma i vecchi profili senza taglio termico d’inverno gocciolano. Il confronto è in gli infissi in alluminio fanno condensa.

Se la condensa è fuori, è un’altra cosa
C’è un caso che spaventa e invece è una buona notizia. Se la mattina presto trovi la condensa sulla faccia esterna del vetro, non hai un problema: il vetro isola così bene che il calore di casa non arriva alla lastra esterna. Lei si raffredda e raccoglie l’umidità della notte, come l’erba del prato. Col sole sparisce da sola. L’ho spiegato in condensa esterna sui vetri.
Diverso se la condensa è dentro il vetrocamera, tra le due lastre, dove non puoi asciugarla. Vuol dire che la sigillatura perimetrale ha ceduto, e l’unica soluzione è cambiare il vetro: non si ripara e nessun prodotto lo sistema. Se il serramento è recente, controlla la garanzia del vetrocamera.
Non risolvere il problema tenendo le finestre a ribalta tutta la notte d’inverno. Raffreddi i muri perimetrali e sposti la condensa dal vetro al muro, che è molto peggio: lì cresce la muffa e non la vedi finché non è tardi. Cinque minuti a finestra spalancata valgono più di otto ore a ribalta, e costano meno in bolletta.

Come scegliere le finestre per non avere condensa
Se stai per cambiare gli infissi e vuoi partire col piede giusto, chiedi quattro cose per iscritto:
- La Uw del serramento (quanto calore disperde) calcolata sulle tue misure, non il “fino a” del catalogo. Lo spiego in trasmittanza termica infissi.
- Il distanziale a bordo caldo, scritto nel preventivo.
- La composizione del vetro, con basso emissivo e argon.
- La modalità di posa: un giunto isolato male crea un ponte termico nuovo proprio attorno alla finestra. La posa a norma UNI 11673 serve esattamente a evitarlo.
E poi affronta la ventilazione insieme al preventivo, non dopo. È il consiglio più utile di tutta questa pagina: se rendi la casa ermetica senza decidere come cambierai l’aria, il problema te lo crei da solo. Buona abitudine o impianto, va deciso prima.
Bisacchi e i problemi di condensa
La Bisacchi lavora su infissi, porte e cancelli dal 1973, e io ci sono dentro dal 1988. Sulla condensa il nostro approccio è forse antipatico ma onesto: prima di proporti un serramento nuovo vogliamo capire dove sta il punto freddo, perché in molti casi la finestra non c’entra e cambiarla non risolverebbe niente.
Quando invece il serramento c’entra, sul preventivo scriviamo Uw calcolata, tipo di distanziale, composizione del vetro e modalità di posa. In catalogo trovi gli infissi in PVC, il metodo è il Sistemabisacchi®, i lavori sono nelle realizzazioni e cosa dicono i clienti lo leggi nelle recensioni. Nel mio libro Scegliere gli infissi è facile con Sistemabisacchi® c’è il capitolo su umidità e ventilazione.
Domande frequenti sulla condensa nelle finestre in PVC
Come evitare la condensa sulle finestre in PVC?
Lavorando sull’umidità di casa prima che sulla finestra. Spalanca cinque minuti due o tre volte al giorno, meglio in corrente tra due lati opposti, invece di tenere la finestra a ribalta per ore. Riduci il vapore alla fonte: cappa accesa quando cucini, aspiratore in bagno, niente panni stesi in casa. Tieni l’umidità relativa tra il 40 e il 60% e controllala con un igrometro da pochi euro. Se dopo due settimane la condensa resta, guarda il distanziale del vetro, le guarnizioni e i ponti termici attorno al serramento.
Perché si forma condensa sulle finestre in PVC?
Perché il vapore dell’aria calda di casa incontra la superficie più fredda della stanza, quasi sempre il vetro o il suo bordo, scende sotto il punto di rugiada e torna acqua. Non è il PVC a essere freddo: un profilo multicamera tiene il telaio più caldo di un vecchio infisso. La condensa compare dopo aver cambiato gli infissi perché i vecchi lasciavano passare aria in continuo, facendo da ventilazione involontaria. Con una finestra in classe 4 quel ricambio sparisce e l’umidità in casa sale.
Come togliere la condensa dalle finestre in PVC?
L’acqua già formata si asciuga con un panno in microfibra o un tergivetro, dall’alto verso il basso, finendo sul canale inferiore del telaio: è lì che l’acqua ristagna e parte la muffa. Va fatto, ma è la cura del sintomo. Se su davanzale o intonaco ci sono già macchie scure, puliscile con un antimuffa specifico e arieggia bene. Poi affronta la causa: asciugare ogni mattina per anni significa solo rimandare il giorno in cui il danno si vede sui muri.
Cosa faccio adesso?
Compra un igrometro, mettilo nella stanza con più condensa e guardalo per una settimana. Se sta sopra il 60%, hai trovato il colpevole. Se sta sotto il 50% e la condensa c’è lo stesso, il problema è una superficie troppo fredda: vetro, distanziale o muro.
Intanto prova per due settimane le abitudini di cui abbiamo parlato: costano zero e nella maggior parte dei casi bastano. Se non bastano e sei nella nostra zona, chiedi un preventivo gratuito. Se sei lontano e nessuno ti ha saputo spiegare da dove arriva la tua condensa, prenota la consulenza personale con me (è a pagamento): con le foto e i dati dell’igrometro ti dico dove guardare. Preferisco farti risolvere che farti comprare.

📞 0547 53495 | 🏢 via del Lavoro 11/a, Gambettola (FC)

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