Zona termica da terra in sintesi: classificazione climatica del territorio che, in Italia, suddivide i Comuni in sei zone da A a F in base ai gradi giorno e determina i requisiti degli infissi.
Il buono: sapere la tua zona ti dice in un secondo quale trasmittanza devono avere le finestre.
Il brutto: la zona guarda solo il freddo invernale e non dice nulla sul caldo estivo, che oggi pesa eccome.
Il cattivo: comprare gli infissi senza verificare il limite della tua zona e scoprire a lavori finiti che la detrazione non spetta.
Zona termica da terra è una di quelle espressioni che significano due cose diverse a seconda di chi la usa, e prima di tutto va sciolto l’equivoco. In geografia le zone termiche sono le cinque fasce della Terra, dalla torrida alle polari. In edilizia, e per chi deve comprare delle finestre in Italia, quello che conta è la zona climatica del proprio Comune. Lavoro con gli infissi dal 1988 e ti dico qual è il numero che ti serve davvero, dove lo trovi e come cambia la scelta dei serramenti.
Indice

Le zone climatiche italiane: come funzionano
L’Italia è divisa in sei zone climatiche, dalla A alla F, stabilite dal DPR 412 del 1993. La suddivisione non è geografica ma matematica: si basa sui gradi giorno, un indice che somma per ogni giorno dell’anno la differenza tra una temperatura interna convenzionale di 20 gradi e la temperatura media esterna, contando solo i giorni in cui questa differenza è positiva. Più alto è il numero, più quel luogo è freddo e più a lungo si riscalda.
I gradi giorno, spiegati semplice
Immagina di segnare ogni giorno di quanti gradi la temperatura media esterna è stata sotto i 20. Alla fine dell’anno sommi tutti quei numeri e ottieni i gradi giorno del tuo Comune. Palermo ne ha poche centinaia, Milano più di duemila, Cortina supera i tremila. È un indicatore grezzo ma efficace, perché mette insieme quanto fa freddo e per quanto tempo. Se vuoi approfondire il calcolo c’è zone climatiche in Italia.
Le sei zone e cosa comportano
La zona A comprende i Comuni con meno di 600 gradi giorno ed è la più calda, praticamente ridotta a pochissimi casi come Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle. La zona B arriva a 900 e copre la Sicilia costiera e parte della Calabria. La zona C sale a 1400 con molte città del Sud e delle isole, da Napoli a Bari a Cagliari. La zona D arriva a 2100 e comprende gran parte del Centro e delle zone costiere, da Roma a Firenze a Genova. La zona E, la più diffusa, arriva a 3000 e comprende quasi tutta la Pianura Padana, l’Appennino e buona parte del Centro-Nord. La zona F, oltre i 3000, è quella delle località alpine.
Fino a 900 gradi giorno. Il problema non è il freddo ma il caldo estivo.
Da 901 a 2100. Serve equilibrio tra isolamento invernale e controllo solare.
Da 2101 a 3000. La più diffusa in Italia: Pianura Padana e Appennino.
Oltre 3000. Montagna vera, dove si punta al massimo isolamento possibile.
Il riquadro verde è quello in cui si trova la maggior parte dei miei clienti, ed è anche quello in cui i limiti diventano seri. La zona del tuo Comune la trovi nell’allegato al DPR 412/93 oppure la chiedi al tuo tecnico: è un dato pubblico.
Un avvertimento che vale la pena dare: la zona è del Comune, non della provincia. Comuni vicini della stessa provincia possono ricadere in zone diverse, perché cambiano altitudine e gradi giorno, e capita che due paesi a venti chilometri l’uno dall’altro abbiano limiti differenti. Non dare mai per scontata la zona basandoti sul capoluogo.

L’impatto della zona termica sugli infissi
Adesso la parte pratica, cioè perché questa sigla ti riguarda quando compri delle finestre. La zona climatica determina il valore massimo di trasmittanza termica Uw che il serramento deve avere per accedere alle agevolazioni fiscali. Non è un consiglio ma un requisito, e va verificato prima di ordinare.
I valori qui sotto sono quelli della Tabella 1 dell’Allegato E del DM 6 agosto 2020, cioè i limiti per l’Ecobonus, calcolati secondo la norma UNI EN ISO 10077-1.
| Zona | Gradi giorno | Limite Uw (Ecobonus) | Cosa serve in pratica |
|---|---|---|---|
| A e B | fino a 900 | 2,60 W/m²K | Limite facile da rispettare: concentrati sul vetro selettivo |
| C | 901-1400 | 1,75 W/m²K | Doppio vetro basso emissivo e telaio decente bastano |
| D | 1401-2100 | 1,67 W/m²K | Serve gas argon e canalina a bordo caldo |
| E | 2101-3000 | 1,30 W/m²K | Telaio isolante e vetro curato: qui si fa sul serio |
| F | oltre 3000 | 1,00 W/m²K (1.10 dal 2026) | Spesso triplo vetro e profili molto profondi |
Guarda il salto tra la zona D e la zona E: da 1,67 a 1,30 sembra poco ma sul serramento cambia parecchio, perché a quel punto non basta più il vetro, serve anche un telaio all’altezza. Come si legge questo valore lo spiego in trasmittanza termica infissi, e ricorda che il numero da guardare è l’Uw del serramento completo e non l’Ug del solo vetro.

Attenzione: Ecobonus e Bonus Casa hanno limiti diversi
Questa è una cosa che quasi nessuno scrive e che genera parecchi malintesi. La tabella qui sopra vale per l’Ecobonus. Se invece l’intervento passa dal Bonus Casa, cioè dalla ristrutturazione edilizia, i valori di riferimento sono quelli del DM 26 giugno 2015 sui requisiti minimi, che sono meno stringenti.
Tradotto in pratica: la stessa finestra può non bastare per l’Ecobonus e andare benissimo per il Bonus Casa. Quindi la domanda giusta da fare al tuo tecnico non è “va bene questa finestra?”, ma “va bene per quale delle due strade?”. E la strada va scelta prima, non dopo.
C’è un requisito dell’Ecobonus che spiazza anche molti tecnici: non conta solo la finestra nuova, conta anche quella vecchia. L’asseverazione deve dichiarare la trasmittanza sia prima sia dopo l’intervento, e la Uw di partenza deve essere superiore al limite della tua zona, mentre quella finale deve essere inferiore o uguale.Significa che se i tuoi infissi attuali sono già migliori del limite, per esempio perché li hai già sostituiti una volta, l’Ecobonus non spetta anche se le finestre nuove sono ottime. Il problema si sente soprattutto nelle zone A e B, dove il limite di 2,60 è talmente permissivo che molti serramenti esistenti lo rispettano già. In quei casi la strada resta il Bonus Casa: verificalo prima di firmare, non a lavori finiti.
Verifica il limite della tua zona prima di ordinare, non dopo. Se il serramento consegnato ha un Uw sopra il limite, l’agevolazione energetica non spetta e non c’è modo di rimediare a lavori finiti. Il valore deve essere scritto in preventivo e confermato nella documentazione consegnata.

Cosa la zona climatica non ti dice
Qui arriva la parte che nessuno mette nei cataloghi ed è forse la più importante. I gradi giorno misurano solo il freddo invernale, perché quel decreto nasce per regolare il riscaldamento. Del caldo estivo non dicono assolutamente nulla, e oggi in Italia il disagio estivo è diventato il problema numero uno in molte case, anche in zona E.
Il caldo estivo si combatte con altri numeri
Per l’estate il valore da guardare non è l’Uw ma il fattore solare g, cioè quanta energia del sole attraversa il vetro. Un vetro chiaro standard, senza trattamenti, sta intorno a 0,75-0,80; un basso emissivo scende a 0,50-0,60; un buon selettivo arriva a 0,30-0,40 mantenendo alta la luce che passa.
Su una vetrata esposta a sud o a ovest, in qualunque zona climatica, è il fattore solare a fare la differenza, non l’Uw. E il vero campione dell’estate resta la schermatura esterna, cioè persiane, frangisole o tende, che fermano il sole prima che tocchi il vetro. Ne parlo in vetro selettivo e in isolare dal caldo.
L’umidità, l’altro fattore che la zona ignora
Due Comuni nella stessa zona E possono avere comportamenti diversissimi rispetto a condensa e muffa, perché cambia l’umidità relativa. In una casa umida un serramento a tenuta perfetta senza strategia di ricambio d’aria porta condensa e muffa sulle spallette, e non è un problema di trasmittanza. È il motivo per cui in consulenza guardo sempre anche questo aspetto: trovi il ragionamento in nuovi infissi con muffa e condensa e in umidità ideale in casa.
Usa la zona climatica come pavimento minimo, non come obiettivo. Rispettare il limite ti fa accedere alla detrazione, ma il comfort vero lo decidono altre tre cose: il vetro giusto per ogni esposizione, la schermatura estiva e la posa a tenuta d’aria. Chi si ferma al numero della zona compra una finestra a norma e una casa mediocre.
Le zone termiche della Terra, per chiarezza
Chiudo l’equivoco iniziale, perché molti arrivano qui cercando la geografia. La Terra è tradizionalmente divisa in cinque zone termiche, delimitate dai tropici e dai circoli polari. C’è una zona torrida, compresa tra il Tropico del Cancro e quello del Capricorno, dove i raggi solari arrivano più perpendicolari e le temperature sono alte tutto l’anno. Ci sono due zone temperate, tra i tropici e i circoli polari, caratterizzate da stagioni distinte: l’Italia sta qui. E ci sono due zone polari, oltre i circoli polari, dove l’inclinazione dei raggi è minima e il freddo domina.
È una classificazione utile per capire il quadro generale, ma per scegliere le finestre di casa tua non serve: quello che ti serve è la zona climatica del tuo Comune secondo il DPR 412/93, perché è su quella che sono costruiti i limiti di legge e le agevolazioni fiscali.

Come scegliamo gli infissi zona per zona
Con il Sistemabisacchi® la zona climatica è il primo dato che verifichiamo, perché fissa il pavimento minimo, ma non è mai l’ultimo. Subito dopo guardiamo le esposizioni una per una, perché nello stesso appartamento la finestra a nord e quella a sud vogliono vetri diversi. Poi il rumore che arriva da fuori, poi lo stato dei muri e dei cassonetti, e infine la strategia di ricambio d’aria. Da lì escono materiale, pacchetto vetro e tipo di posa.
Sui materiali trovi le schede degli infissi in PVC, dell’alluminio Schüco, del legno-alluminio e del legno. Sul blog il quadro sui bonus è in bonus infissi 2026, mentre su cosa incide sui consumi c’è finestre e risparmio energetico e riqualificazione energetica. Lavori finiti nelle realizzazioni, giudizi dei clienti nelle recensioni e metodo nel mio libro.
Domande frequenti sulle zone termiche
Come faccio a sapere in che zona climatica si trova casa mia?
La zona climatica è indicata nell’allegato A al DPR 412/93, che elenca tutti i Comuni italiani con i rispettivi gradi giorno, e la trovi anche sul portale ENEA dedicato alle detrazioni. Attenzione a un punto: il dato è comunale, non provinciale, quindi due paesi vicini della stessa provincia possono ricadere in zone diverse. Se hai un dubbio, fallo confermare dal tecnico o dal fornitore prima di ordinare.
Che trasmittanza devono avere gli infissi per la detrazione?
Per l’Ecobonus i limiti sono quelli della Tabella 1 dell’Allegato E del DM 6 agosto 2020: 2,60 W/m²K nelle zone A e B, 1,75 in zona C, 1,67 in zona D, 1,30 in zona E e 1,00 in zona F. Il valore da rispettare è l’Uw del serramento completo, non l’Ug del solo vetro. Per il Bonus Casa i requisiti sono meno stringenti e fanno riferimento al DM 26 giugno 2015.
Quali sono le 5 zone termiche della Terra?
Sono cinque fasce delimitate dai tropici e dai circoli polari. La zona torrida si estende tra il Tropico del Cancro e il Tropico del Capricorno, riceve i raggi solari in modo quasi perpendicolare e ha temperature elevate tutto l’anno. Le due zone temperate, una nell’emisfero boreale e una in quello australe, si trovano tra i tropici e i circoli polari e sono caratterizzate da stagioni ben distinte: l’Italia si colloca nella zona temperata boreale. Le due zone polari stanno oltre i circoli polari artico e antartico, ricevono i raggi molto inclinati e hanno temperature basse tutto l’anno. Attenzione a non confondere questa classificazione geografica con le zone climatiche italiane dalla A alla F, che sono quelle che determinano i requisiti di legge per gli infissi.
Quali sono le zone temperate della Terra?
Le zone temperate sono due e si trovano tra i tropici e i circoli polari, una per ciascun emisfero. Nell’emisfero nord la fascia temperata va dal Tropico del Cancro al Circolo Polare Artico e comprende gran parte dell’Europa, del Nord America e dell’Asia; nell’emisfero sud va dal Tropico del Capricorno al Circolo Polare Antartico. Sono caratterizzate da quattro stagioni distinte e da escursioni termiche annuali marcate, ed è proprio questa variabilità a rendere impegnativa la progettazione degli edifici: servono infissi che isolino d’inverno e che sappiano gestire il sole d’estate. L’Italia sta nella temperata boreale ma al suo interno ha climi molto diversi, ed è per questo che la normativa la divide ulteriormente in sei zone climatiche dalla A alla F.
Qual è la zona più calda della Terra?
La zona più calda è quella torrida, compresa tra il Tropico del Cancro a nord e il Tropico del Capricorno a sud, con l’Equatore al centro. Qui i raggi solari arrivano con l’inclinazione minima, quindi concentrano più energia su una superficie ridotta, e la durata del giorno resta pressoché costante durante l’anno: il risultato sono temperature elevate e poca escursione stagionale. All’interno della zona torrida convivono comunque climi molto diversi, dalla fascia equatoriale umida alle fasce desertiche vicine ai tropici, dove si registrano le temperature massime assolute del pianeta. Per l’edilizia significa che il problema principale non è trattenere il calore ma respingerlo, quindi la partita si gioca sul controllo solare e sulle schermature più che sull’isolamento invernale.
Verifichiamo la tua zona insieme
Se stai per cambiare gli infissi e non sai in che zona climatica sei o quale limite devi rispettare, è una verifica che si fa in due minuti e ti evita una brutta sorpresa in dichiarazione dei redditi.
Se sei in zona, si comincia con una telefonata allo 0547 53495 oppure con la richiesta di un preventivo gratuito: la verifica dei requisiti di zona è compresa, e poi ci vediamo nel nostro showroom di Gambettola. Se sei lontano e vuoi un parere ragionato su un preventivo che hai già ricevuto, esiste la consulenza tecnica personale con me, a pagamento proprio perché non è legata a nessuna fornitura.
📞 0547 53495 | 🏢 via del Lavoro 11/a, Gambettola (FC)

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