Come affrontare cantieri particolarmente complessi e realizzare qualcosa che non si è mai fatto prima? Prenderò come esempio la realizzazione di una villa a Marina di Ravenna in cui gli spunti sono tanti e molto interessanti.
Per cominciare, il cantiere prevedeva la ristrutturazione di una vecchia palazzina e la realizzazione di un nuovo padiglione adiacente che l’architetto aveva definito come una teca di vetro.
La teca di vetro aveva una larghezza di 18 metri e aveva un lato completamente vetrato che si affacciava sulla piscina e doveva quindi essere apribile.
Nella parte vecchia occorreva realizzare delle persiane scorrevoli interno muro, uno sc orrevole panoramico a 2 ante anch’esso scorrevole interno muro, una finestra di grandi dimensioni apribile verso l’esterno e senza montanti.
Inoltre il cliente voleva che tutti gli infissi fossero blindati in classe rc2, i vetri fossero extrachiari e che fossero tutti dotati di zanzariere motorizzate collegabili alla domotica.

Quale approccio perseguire?
Come vedete le richieste erano tante e complesse. Consiglio sempre di partire con il risolvere una problematica alla volta e di farlo partendo da quelle più facili, quelle in cui sappiamo già la soluzione.
Nel nostro esempio siamo partiti con proporre infissi in alluminio che ci avrebbero permesso di soddisfare le differenti tipologie di apertura e le grandi dimensioni richieste.
Abbiamo scelto un profilo che fosse certificato all’effrazione in classe rc2 e da lì siamo partiti per sviluppare tutto il resto.

La grande vetrata scorrevole
18 metri di vetrata in un’abitazione privata non è cosa da tutti i giorni. Ricordo che al primo appuntamento con il progettista, il render prevedeva una divisione in 8 vetri ed io guardando come i montanti non si allineavano alla struttura in putrelle di acciaio HEA ho avuto l’audacia (o l’incoscienza?) di dire: “sarebbe bello poter fare solo 6 vetri per avere i montanti nascosti dietro alla struttura di acciaio”.
Detto, fatto! Mi ero guadagnato una sfida ancora più complessa, 6 vetri da circa 3 metri per 3 metri di altezza che dovevano aprirsi completamente!
Prima cosa ho verificato il peso delle lastre di vetro che superava i 400kg l’una e di conseguenza ho scartato tutte le soluzioni manuali. I vetri necessari furono dei 66.4+20+55.2, una vetrocamera doppia da 40mm e quasi 500kg di peso.
Seconda cosa, essendo una “teca di vetro” ispirata alla famosa “casa palafitta” di Mies van der Rohe occorreva che il vetro avesse il ruolo di protagonista ed i profili dovevano essere quasi invisibili alla vista.

Con queste premesse la scelta è ricaduta su di uno scorrevole panoramico motorizzato con binari a 3 vie e motori a scomparsa. Questa soluzione ci ha permesso di nascondere i profili alla vista, movimentare le ante da quasi 500kg e di azzerare gli inciampi a pavimento inglobando le guide nello stesso.
Nella “teca di vetro” era presente un’altra grande vetrata da 5 metri per 3 metri, per fortuna fissa e l’abbiamo trattata dividendo la lastra in 2 ma senza nessun montante e facendo ricadere la giunzione d’avanti alla colonna in acciaio. Questo ci ha permesso di poter montare le lastre dall’interno, ottimizzare i costi senza comprometterne l’estetica.

Scorrevole interno muro
Nella camera padronale della parte vecchia abbiamo installato un altro scorrevole panoramico a scomparsa, le 2 ante infatti scorrono all’interno del muro. Per realizzarlo abbiamo prima installato il serramento appositamente studiato per l’apertura a scomparsa e successivamente abbiamo fatto realizzare una controparete in cartongesso per creare la nicchia in cui è racchiuso.
Queste operazioni sono state possibili solo dopo aver realizzato un progetto di posa, lo studio delle soluzioni, dei nodi di posa e le indicazioni per impresa edile e cartongessisti.
Stessa cosa per la delicata esecuzione delle persiane scorrevoli a scrigno.

Persiane scorrevoli interno muro
Questo tipo di soluzione, molto utilizzata in passato in alcune grandi città come Milano ad esempio, oggi è poco utilizzata e può essere molto problematica dal punto di vista termico.
La stratigrafia della parte vecchia era muro da 30cm con 12cm di cappotto. Installare un controtelaio scrigno in acciaio contro alla parete da 30cm significava sacrificare completamente l’isolamento.
Avevamo anche il timore che così facendo si andasse creare un enorme ponte termico che avrebbe creato non pochi problemi. Così abbiamo deciso di testare i nodi di posa con un software di simulazione e analisi ad elementi finiti.

Questa decisione ci ha permesso di capire e avere certezza di quello che avevamo immaginato e trovare una soluzione che attenuassi sufficientemente il ponte termico.
Nel nostro lavoro, come in tutti, l’esperienza ci aiuta a capire i problemi e le possibili soluzioni ma dà molta soddisfazione poter approfondire, e avere delle prove oggettive che quello che si ha ipotizzato corrisponde alla realtà.
Io le chiamo “le prove del nove” e sono un sostenitore di questo metodo che allontana i problemi. Certo, occorre più tempo ma mio padre mi ha cresciuto nei cantieri insegandomi che a volte “la strada più lunga è la più corta”.

Finestra apertura esterna tuttovetro
Un’altra finestra difficile è stata un’altra camera da letto in cui il committente aveva il desiderio (non ho mai capito il perché) che la finestra si aprisse verso l’esterno e che fosse un unico vetro.
Tanto per capirci, stavamo parlando di un vetro da 2 metri per 1,5 di altezza.
Abbiamo gestito la richiesta con un’apertura a sporgere motorizzato al quale abbiamo abbinato una tenda oscurante interna anch’essa motorizzata (il limite delle aperture esterne infatti è la gestione degli oscuranti).
Il risultato finale è stato incredibile, questo vetro senza cerniere e maniglie che sembrava fisso e incastonato nella bellissima boiserie che caratterizzava la stanza (forse) mi ha fatto capire il perché di questa stravagante richiesta.

Zanzariere motorizzate
Il mio lavoro mi porta spesso a realizzare infissi per case molto belle e spesso sconsiglio l’installazione delle zanzariere anche se il consiglio va contro gli interessi aziendali. Piccola parentesi, date sempre consigli sinceri e onesti, anche quando vanno contro i vostri interessi e vi fanno perdere business perché al contrario saranno proprio questi consigli a far crescere la fiducia dei vostri clienti e a far crescere la vostra azienda (e la vostra etica professionale).
Nel caso specifico il cliente voleva le zanzariere a tutti i costi, anche se aveva installato un impianto anti-zanzare nel giardino per potersi godere la piscina in estate.
La soluzione è stata di installare zanzariere verticali motorizzate e collegate alla domotica. Questa soluzione ci ha permesso di occultare le zanzariere e non vedere quel “terribile” cordino verticale nel momento che le zanzariere sono alzate.
Per collegare qualsiasi motore alla domotica, essendo le tipologie così variegate, consiglio sempre preventivamente di inviare una scheda tecnica del motore scelto a chi si occupa di domotica e attendere il suo benestare prima di ordinare i motori. Questa procedura elimina il rischio (molto frequente) che l’elettricista vi dica ” questi motori non vanno bene, devi cambiarli”.

Spero di avervi dato qualche spunto utile su come gestire cantieri complessi e richieste fuori dal comune.
Ciao e al prossimo articolo,
William Bisacchi
Articolo pubblicato sulla rivista Nuova Finestra di Febbraio 2024

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