Capitolato infissi, in sintesi: il documento contrattuale che descrive per iscritto materiali, prestazioni, accessori e modalità di posa dei serramenti di un intervento, e che in caso di contestazione fa fede su cosa era stato promesso.
Il buono: scritto bene, mette tutti i preventivi sullo stesso piano e ti fa risparmiare davvero.
Il brutto: richiede lavoro a monte, e nessuno lo vuole fare quando ha fretta.
Il cattivo: il capitolato pieno di aggettivi e vuoto di numeri. Non protegge nessuno, tranne chi te lo ha scritto.
Il capitolato infissi è il documento più sottovalutato di tutta la filiera, e non lo dico da esterno: lo scrivo, lo leggo e lo contesto da quasi quarant’anni. Siedo nel consiglio direttivo UNICMI proprio perché di questi temi mi occupo di mestiere. Ti dico subito la cosa che conta: un capitolato che non contiene numeri non è un capitolato, è un tema in classe. Vediamo come deve essere fatto uno vero.
Indice

Cos’è il capitolato infissi e a cosa serve davvero
Il capitolato infissi è la parte descrittiva del contratto di fornitura dei serramenti: stabilisce per iscritto materiali, prestazioni minime, accessori e modalità di posa. Non è un preventivo, che dice quanto costa, e non è un disegno, che dice come è fatto. È il testo che, se un domani il serramento non fa quello che doveva fare, stabilisce chi ha ragione.
Serve a tre cose molto concrete.
Primo, a permetterti di confrontare offerte diverse: se tutti quotano lo stesso capitolato, il prezzo diventa finalmente confrontabile.
Secondo, a evitare le sorprese in corso d’opera, che sono la causa numero uno delle liti nei cantieri.
Terzo, a definire cosa è compreso e cosa no, che è la voce che genera più discussioni a fine lavori.
Nel privato molti pensano che serva solo negli appalti pubblici o nei grossi condomini. Non è vero: anche per la villetta di famiglia, mettere per iscritto quattro pagine ben fatte cambia completamente la trattativa. E lo dico da venditore, quindi contro il mio interesse immediato: un cliente con un capitolato in mano è un cliente difficile da imbrogliare.

Come funziona il capitolato infissi, passo per passo
Il capitolato non è un foglio che nasce e resta fermo in un cassetto: attraversa tutto il cantiere e passa di mano in mano. Questo è il percorso corretto, dal primo rilievo alla consegna.
- Rilievo e abaco. Si misurano i vani e si compila l’abaco con sigle, dimensioni, tipo di apertura e quantità. Senza questo passaggio tutto il resto è aria.
- Redazione del capitolato. Il progettista, o il committente quando un progettista non c’è, scrive le prestazioni richieste voce per voce, con i numeri.
- Richiesta di offerta. Capitolato e abaco si mandano insieme a tutti i fornitori, identici per tutti. Da qui in poi i preventivi sono confrontabili.
- Quotazione e verifica. Ogni fornitore quota e dichiara i valori del prodotto che propone. Chi non li dichiara si è già escluso da solo.
- Allegato al contratto. Il capitolato firmato diventa parte del contratto, insieme all’abaco. È il passaggio che quasi tutti saltano ed è quello che conta di più.
- Controllo alla consegna. Si confrontano le Dichiarazioni di Prestazione dei serramenti arrivati con quanto scritto nel capitolato. Se i valori ballano, si contesta prima di posare, non dopo.
Ogni tappa ha un responsabile diverso, ed è esattamente il tema della UNI 10818, la norma che definisce ruoli e responsabilità nel processo di fornitura in opera di finestre, porte e chiusure oscuranti: chi progetta, chi produce o fornisce, chi dirige i lavori, chi esegue l’opera muraria e chi posa. Il capitolato è il documento che rende scritti quei ruoli, cioè chi fornisce cosa, chi verifica cosa e chi risponde di cosa.

Capitolato e abaco: due documenti diversi
Su questo si fa sempre confusione ed è bene chiarirla subito.
Il capitolato è prescrittivo e descrive le caratteristiche: quali materiali, quali prestazioni, quali accessori, come si posa.
L’abaco infissi è invece la tabella che elenca i serramenti uno per uno: sigla, ambiente, dimensioni, tipo di apertura, verso, quantità.
Servono insieme e non sono intercambiabili. Il capitolato senza abaco ti dice come devono essere fatti i serramenti ma non quanti sono né dove vanno; l’abaco senza capitolato ti dice quanti sono ma non con che prestazioni. Quando un fornitore ti chiede “mi manda il capitolato?”, nella pratica sta chiedendo entrambi.
Nei lavori privati non esiste un formato obbligatorio di capitolato per i serramenti. Quello che esiste, e che invece è obbligatorio, è la Dichiarazione di Prestazione (DoP) prevista dalla norma di prodotto EN 14351-1 per finestre e porte pedonali esterne, con relativa marcatura CE. Un capitolato ben scritto in sostanza dice quali valori quella DoP dovrà dichiarare.
Cosa deve contenere: la lista completa
Ecco la struttura che uso io. Te la do in forma di tabella con, accanto a ogni voce, l’errore tipico che vedo scritto nei capitolati veri. Se copi solo questa tabella, hai già fatto l’ottanta per cento del lavoro.
| Voce | Cosa scrivere | Errore tipico |
|---|---|---|
| Tipologie | Finestre, portefinestre, scorrevoli, portoncini, con rimando alle sigle dell’abaco. | “Serramenti come da progetto”, senza il progetto allegato. |
| Materiale e sistema | Materiale, profondità del telaio in mm, numero di camere, rinforzo interno. | “PVC di primaria marca”, che non vuol dire niente. |
| Trasmittanza | Uw massima ammessa calcolata sulle misure reali secondo UNI EN ISO 10077. | Indicare la Ug del solo vetro, che è sempre più bella della Uw. |
| Vetro | Composizione completa (es. 33.1/16 argon/4 basso emissivo) e distanziale a bordo caldo. | “Vetrocamera basso emissivo”, senza spessori né gas. |
| Classi EN | Permeabilità all’aria EN 12207 classe 4, tenuta all’acqua EN 12208, vento EN 12210. | Ometterle del tutto. Sono le tre che fanno la qualità percepita. |
| Acustica | Rw minimo del serramento completo in dB, dove serve. | Dichiarare l’Rw del vetro spacciandolo per quello della finestra. |
| Sicurezza | Classe antieffrazione EN 1627 (RC2, RC3…) e vetri secondo UNI 7697. | “Ferramenta antieffrazione”, senza classe certificata. |
| Ferramenta | Marca, modello, numero di punti di chiusura, finitura, trattamento anticorrosione. | Non citarla. È il pezzo da cui dipendono i ricambi fra dieci anni. |
| Finiture | Colore con codice RAL o cartella del produttore, interno ed esterno, tipo di finitura. | “Bianco”, quando di bianchi ne esistono decine diversi. |
| Accessori | Maniglie, zanzariere, oscuranti, davanzali, soglie, coprifili, controtelai. | Rimandarli a dopo. Aggiunti in corsa costano sempre di più. |
| Posa | Riferimento a UNI 11673, stratigrafia del giunto, materiali, qualifica dei posatori. | “Posa a regola d’arte”. La frase più inutile del settore. |
| Esclusioni | Cosa NON è compreso: smontaggio, smaltimento, ripristini, opere murarie, ponteggi. | Non scriverle. Poi si litiga a fine lavori. |
Le tre righe su cui ti chiedo di soffermarti sono la trasmittanza, le classi EN e la posa. Sono quelle che nessuno scrive e sono anche le uniche che, se scritte, ti mettono in condizione di contestare un lavoro fatto male. Le altre le trovi in quasi tutti i capitolati.
Vincoli paesaggistici e regolamenti condominiali
C’è una parte del capitolato che nelle ville e nei centri storici pesa più di tutte le altre, ed è quella dei vincoli.
Se l’immobile è sottoposto a tutela, il capitolato deve riportare cosa ha autorizzato la Soprintendenza: materiale ammesso, colore, tipo di apertura, fermavetro a vista sì o no, disegno degli scuri. Non basta averlo scritto nella pratica edilizia, va scritto anche nel documento che il fornitore quota. Altrimenti ti arriva un serramento perfettamente conforme al capitolato e non conforme all’autorizzazione, e da lì non si torna indietro senza rifarlo.
Nei condomini vale lo stesso discorso con il regolamento: colore delle parti visibili dall’esterno, tipo di oscurante ammesso, disegno delle inferriate. Sono voci che, se restano fuori dal capitolato, diventano varianti in corso d’opera. E le varianti in corso d’opera si pagano sempre due volte.

Le normative da citare
Un capitolato serio richiama le norme, non le riassume. Ti do le sette che devono comparire e cosa regolano, così sai perché ci sono.
Norma di prodotto per finestre e porte esterne. Impone marcatura CE e Dichiarazione di Prestazione.
Posa in opera dei serramenti: requisiti, verifiche e qualificazione di chi la esegue.
Ruoli e responsabilità nella fornitura in opera: progettista, fornitore, direttore lavori, impresa edile e posatore.
Le tre classi di aria, acqua e vento. Sono la carta d’identità prestazionale del serramento.
Metodo di calcolo della trasmittanza termica Uw di finestre e porte.
Criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie: dove serve il vetro stratificato e di che tipo.
Classi antieffrazione da RC1 a RC6. Se non è citata, “antieffrazione” non significa nulla.
Attenzione a non confondere le due norme che ruotano attorno alla posa, perché lo fanno in tanti: la UNI 10818 dice chi fa cosa e chi risponde di cosa, la UNI 11673 dice come si posa e chi è qualificato a farlo. Non si sostituiscono a vicenda, in un capitolato serio ci vanno entrambe.
Ce n’è poi un’ottava che vale la pena aggiungere quando si lavora in nuova costruzione o in ristrutturazione pesante: la UNI 11979 sui controtelai e monoblocchi.
Se il controtelaio non è definito nel capitolato, il serramento migliore del mondo finisce montato su un supporto che non tiene. Le sigle e i significati li trovi anche in UNI EN ISO.

I vantaggi di scriverlo bene
Il primo vantaggio è economico e concreto: con un capitolato identico per tutti, i preventivi diventano confrontabili e sparisce il gioco di chi vince togliendo qualcosa. Nella mia esperienza, quando riporto due offerte alla stessa configurazione, la differenza di prezzo si riduce moltissimo o si inverte del tutto.
Il secondo è la certezza del risultato: se sul foglio c’è scritto che la Uw dei tuoi serramenti deve essere sotto un certo valore, quel valore diventa esigibile e non un’aspettativa.
Il terzo è la gestione delle contestazioni: senza capitolato, quando qualcosa non funziona si finisce sempre nella palude del “ma io pensavo che”. Con il capitolato, si legge e si stabilisce.
Occhio alla formula “marca X o equivalente” senza indicazione delle prestazioni. È la scappatoia più usata del settore: permette di sostituire il sistema citato con uno molto diverso sostenendo che sia equivalente, e senza numeri scritti non hai modo di dimostrare il contrario. Se scrivi “o equivalente”, aggiungi sempre i valori minimi che l’equivalente deve rispettare.
Due offerte che sembravano uguali
Ti racconto la situazione tipo, perché la vedo almeno una volta al mese e capirla vale più di dieci righe di teoria.
Una casa da quattordici serramenti. Due preventivi in mano, stesso materiale dichiarato, stesso numero di pezzi. Uno costa parecchie migliaia di euro in meno dell’altro e il cliente, ragionevolmente, pensa di aver trovato l’occasione.
Poi si mettono le due offerte accanto alla stessa lista di voci, riga per riga, e salta fuori questo: nel preventivo più basso il vetro è un doppio invece del triplo, i controtelai non sono compresi, la posa è quotata “in opera” senza nessuna stratigrafia, lo smontaggio dei vecchi serramenti e lo smaltimento sono esclusi, le zanzariere non ci sono e la ferramenta non è nominata da nessuna parte.
Nessuno ha mentito. Semplicemente le due offerte rispondevano a due domande diverse, perché la domanda non era mai stata scritta.
Quando rimetti tutto allo stesso livello, la differenza si riduce a poche centinaia di euro e in diversi casi si ribalta. Ecco a cosa serve davvero il capitolato: non a farti spendere di più, a farti smettere di confrontare cose diverse credendo che siano uguali.
Gli errori più comuni nella scelta degli infissi
Il capitolato serve anche a proteggerti dai tuoi stessi errori, e i tre che vedo più spesso sono sempre gli stessi.
Il primo è ignorare l’orientamento: la stessa finestra su fronte nord e su fronte sud vuole vetri diversi, perché a sud il problema estivo del sole conta più del freddo invernale. Un capitolato serio distingue i vetri per esposizione, non ne prescrive uno solo per tutta la casa.
Il secondo è sottovalutare la posa, che è la voce dove si annida la maggior parte delle differenze di prezzo e dove si decide se il serramento renderà quanto dichiarato.
Il terzo è scegliere solo sul prezzo finale senza guardare cosa c’è sotto: è la strada più breve per ritrovarsi con spifferi, condensa e assistenza che non risponde più.
Se vuoi il quadro completo su come si imposta una scelta, ho scritto come scegliere gli infissi e caratteristiche tecniche degli infissi, e sui costi il listino prezzi infissi.

Capitolato e preventivo: come si incastrano
La sequenza corretta è questa e ti conviene rispettarla.
Prima si fa il rilievo e si compila l’abaco. Poi si scrive il capitolato con le prestazioni richieste. Solo a quel punto si chiedono i preventivi, allegando entrambi i documenti.
Chi ti fa un prezzo prima di aver visto abaco e capitolato ti sta dando un numero di fantasia, e lo dovrà correggere dopo.
Ed è anche il motivo per cui noi non facciamo preventivi via mail: senza un rilievo e senza una specifica scritta, quel numero non significa niente e serve solo a farti chiamare. Sul metodo ne ho parlato in l’importanza della consulenza prima del preventivo.
Se non hai un progettista e devi scrivertelo da solo, non partire da un modello scaricato: parti dalla tabella di questa pagina e compila le dodici righe una per una, lasciando in bianco quelle che non sai. Poi porta il foglio ai fornitori e chiedi a loro di riempire i vuoti con i valori del prodotto che ti stanno proponendo. Chi te li riempie tutti senza fatica è quello che sa cosa vende, e alla fine avrai anche il capitolato compilato gratis.
Bisacchi e i capitolati
La Bisacchi lavora su infissi, porte e cancelli dal 1973 e io ci sono dentro dal 1988.
Con progettisti e imprese lavoriamo sul capitolato prima ancora che sul prezzo: se il documento è scritto male lo segnaliamo, anche quando scriverlo male ci avvantaggerebbe. Sui nostri preventivi riportiamo Uw calcolata, classi EN, composizione del vetro, ferramenta e modalità di posa, perché è l’unico modo per farti confrontare davvero.
Il metodo è il Sistemabisacchi®, la posa segue la UNI 11673 con posatori qualificati EQF, e sulle garanzie trovi tutto in garanzia infissi.
La gamma va dagli infissi in alluminio al PVC, dal legno al legno-alluminio. I lavori li vedi nelle realizzazioni e i pareri nelle recensioni.

Domande frequenti sul capitolato infissi
Cosa deve contenere un capitolato infissi?
Deve contenere numeri, non aggettivi. Nel dettaglio: tipologie con rimando all’abaco, materiale e sistema di profilo con profondità e numero di camere, trasmittanza Uw massima calcolata sulle misure reali, composizione completa del vetro con distanziale a bordo caldo, le tre classi EN di permeabilità all’aria, tenuta all’acqua e resistenza al vento, il valore Rw se serve isolamento acustico, la classe antieffrazione EN 1627 dove richiesta, marca e modello della ferramenta, colori con codice, accessori, modalità di posa con riferimento alla UNI 11673 e, non ultimo, l’elenco esplicito di cosa non è compreso.
Come funziona il capitolato infissi?
Funziona come un percorso in sei tappe. Si rileva e si compila l’abaco con misure e quantità; si scrive il capitolato con le prestazioni richieste; si manda tutto ai fornitori, identico per tutti; ognuno quota e dichiara i valori del prodotto che propone; il capitolato firmato diventa allegato del contratto; alla consegna si confrontano le Dichiarazioni di Prestazione con quanto era stato scritto. Il coordinamento fra le figure coinvolte, cioè progettista, fornitore, direttore dei lavori, impresa edile e posatore, è il tema della UNI 10818, e il capitolato è il documento che mette per iscritto chi risponde di cosa.
Che differenza c’è tra capitolato e abaco degli infissi?
Sono due documenti diversi che servono insieme. Il capitolato è prescrittivo e descrive le caratteristiche: quali materiali, quali prestazioni minime, quali accessori, come si posa. L’abaco è la tabella che elenca i serramenti uno per uno, con sigla, ambiente, dimensioni, tipo di apertura, verso di apertura e quantità. Il capitolato senza abaco non dice quanti serramenti servono né dove vanno; l’abaco senza capitolato non dice con quali prestazioni. Quando un fornitore chiede “mi manda il capitolato”, nella pratica sta chiedendo entrambi, ed è il motivo per cui un preventivo fatto su uno solo dei due è sempre incompleto.
Il capitolato infissi è obbligatorio?
Nei lavori privati no, non esiste un formato obbligatorio né l’obbligo di redigerlo. Quello che è obbligatorio è un’altra cosa: la Dichiarazione di Prestazione e la marcatura CE secondo la EN 14351-1 per ogni finestra o porta esterna fornita. Negli appalti pubblici invece il capitolato è parte integrante della documentazione di gara. Detto questo, obbligo di legge e convenienza sono due cose diverse: nel privato il capitolato non te lo chiede nessuno, ed è esattamente lì che ti serve di più, perché non c’è un direttore dei lavori che controlli al posto tuo.
Chi scrive il capitolato degli infissi?
Nei lavori con progettista lo scrive il tecnico, architetto o ingegnere, che è la strada corretta perché conosce il progetto nel suo insieme. Nei lavori privati senza progettista, capita spesso che lo scriva il fornitore stesso, e qui sta il conflitto di interesse: un capitolato redatto da chi poi lo deve quotare tende, comprensibilmente, a descrivere quello che quel fornitore vende. Non è disonestà, è natura umana. La soluzione pratica per un privato è scriversi una traccia da solo partendo da una lista di voci, farla compilare a tutti i fornitori e confrontare le risposte.
Serve il capitolato anche per una casa privata?
Sì, e anzi è dove serve di più, perché nel privato non c’è un direttore lavori che controlla. Non ti servono venti pagine da appalto pubblico: due o tre pagine ben fatte, con le dodici voci essenziali compilate con dei numeri, cambiano completamente la trattativa. Il vantaggio immediato è che tutti i fornitori quotano la stessa cosa e il prezzo diventa confrontabile; il vantaggio a lungo termine è che se qualcosa non funziona hai un documento che dice cosa era stato promesso. Costa un’ora di lavoro e vale migliaia di euro.
Cosa significa “o equivalente” in un capitolato?
Significa che il fornitore può sostituire il prodotto citato con un altro che ritiene equivalente, ed è la formula più insidiosa dell’intero documento. Il problema è che senza numeri “equivalente” lo decide chi vende: un profilo di un’altra marca, con meno camere e una ferramenta diversa, può essere presentato come equivalente e tu non hai modo di dimostrare il contrario. La regola è semplice: se nel capitolato compare “o equivalente”, subito dopo devono comparire i valori minimi che l’equivalente deve rispettare, cioè trasmittanza, classi EN, profondità del profilo e caratteristiche della ferramenta.
Come si scelgono gli infissi per la casa?
Parti dall’edificio, non dal catalogo. Guarda l’orientamento di ogni facciata, perché a sud serve controllo solare e a nord serve isolamento; guarda la zona climatica, che determina il valore di trasmittanza da rispettare; guarda l’esposizione al rumore e quella al vento. Poi scegli il materiale in base a manutenzione, budget ed estetica, e il vetro in base a quello che hai appena stabilito facciata per facciata. Alla fine, e non è l’ultima per importanza, decidi chi ti fa la posa e fatti scrivere come: un serramento eccellente posato male rende meno di uno medio posato bene.
Cosa faccio adesso?
Se stai per chiedere dei preventivi, prenditi un’ora e scrivi due pagine partendo dalla tabella di questa pagina. Anche fatte male sono infinitamente meglio di niente, perché obbligano tutti a quotare la stessa cosa. Allega l’abaco con misure e quantità.
Se invece un capitolato ce l’hai già, fai una cosa sola: cerca dentro i numeri. Uw, classi EN, Rw, RC. Se non ce n’è nessuno, quel documento non ti protegge, qualunque cosa ci sia scritto sopra.
Se sei nella nostra zona, chiedi un preventivo gratuito: lavoriamo sul capitolato prima che sul prezzo, e se il documento che hai è scritto male te lo diciamo.
Se sei un privato o un progettista lontano e vuoi far rivedere un capitolato prima di mandarlo in gara, c’è la consulenza personale con me, che è un servizio a pagamento ed è esattamente il tipo di lavoro per cui esiste: preferisco farti partire bene che raccogliere i cocci dopo.
E nel libro Scegliere gli infissi è facile con Sistemabisacchi® c’è il capitolo su come si legge un documento tecnico riga per riga.
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