Trasmittanza vetro doppio, in sintesi: è il valore (indicato con Ug e misurato in W/m²K) che dice quanto calore lascia passare un vetrocamera; più è basso, meglio il vetro isola. Un vetro singolo sta intorno a 5,7, un doppio vetro basso-emissivo con argon scende a circa 1,1, e un triplo vetro arriva a 0,6. È uno dei numeri più importanti quando scegli le finestre.
Il buono: un vetro doppio con Ug basso ti taglia la bolletta e ti dà comfort vero.
Il brutto: conta il valore Uw di tutta la finestra, non solo quello del vetro.
Il cattivo: guardare solo il prezzo e prendere un doppio vetro “base”: isola la metà.
Di vetri ne ho montati a migliaia in 38 anni, e te lo dico da subito: il vetro pesa sull’isolamento quanto il telaio, a volte di più. Qui ti spiego cos’è la trasmittanza del vetro doppio, da cosa dipende, cosa dice la normativa e come scegliere quello giusto, con numeri ed esempi concreti. Ho approfondito i temi collegati in trasmittanza termica degli infissi, conducibilità termica del vetro e meglio doppio o triplo vetro.
Indice

Cos’è la trasmittanza del vetro doppio
La trasmittanza termica è la quantità di calore che attraversa una superficie quando tra interno ed esterno c’è una differenza di temperatura. Si misura in W/m²K (watt per metro quadrato per grado kelvin) e, riferita al solo vetro, si chiama Ug. La regola è semplice: più il valore è basso, meno calore esce d’inverno (o entra d’estate), quindi meglio isola. È il contrario di quello che pensa la gente: un numero piccolo è un grande risultato.
Il vetro doppio, o vetrocamera, è formato da due lastre separate da una camera sigillata riempita d’aria o di gas. È proprio quell’intercapedine a fare l’isolamento: l’aria (o meglio il gas) ferma in gran parte il passaggio del calore tra una lastra e l’altra. La trasmittanza del doppio vetro dipende quindi non solo dalle lastre, ma soprattutto da cosa c’è in mezzo e da come è trattato il vetro.
Come si legge la sigla sul preventivo
Sui preventivi il vetro non si chiama “doppio basso-emissivo”, si scrive con una sigla tipo 4-16-4 oppure 33.1-16Ar-4be. Saperla leggere ti serve davvero, perché è lì che due offerte diverse si smascherano.
I numeri, in ordine, sono gli spessori in millimetri: prima la lastra esterna, poi la camera, poi la lastra interna. Quindi un 4-16-4 è due vetri da 4 mm con 16 mm di camera in mezzo. Le sigle che seguono dicono il resto: Ar indica che la camera è riempita con argon invece che con aria, be (o “low-e”) segnala la lastra con trattamento basso-emissivo, e un numero tipo 33.1 indica una lastra stratificata di sicurezza, cioè due vetri da 3 mm con una pellicola in mezzo.
La verifica veloce da fare stasera: se sul tuo preventivo c’è scritto solo “vetrocamera” o “doppio vetro” senza nessuna sigla e senza il valore Ug, non sai cosa stai comprando. E quasi sempre non è un caso.
Il vetro verso l’esterno, spesso stratificato di sicurezza.
L’intercapedine riempita di argon o krypton: è qui che si isola.
Il bordo “caldo” che riduce il ponte termico e la condensa.
La pellicola invisibile che riflette il calore verso l’interno.
I vantaggi di un basso valore di trasmittanza
Perché conviene puntare su una trasmittanza bassa? I vantaggi sono concreti e si sentono ogni giorno.
Il primo è il risparmio energetico: meno calore disperso significa meno riscaldamento d’inverno e meno raffrescamento d’estate, quindi bolletta più leggera.
Il secondo è il comfort abitativo, ed è quello che i clienti mi citano per primo. Con un vetro ben isolante la superficie interna resta più calda: su un vetro singolo, con zero gradi fuori, la faccia interna sta intorno ai 5 gradi e ti raffredda addosso anche a un metro di distanza; con un basso-emissivo la stessa faccia sta sopra i 15 e la sensazione di parete fredda sparisce. È il motivo per cui ci si può finalmente mettere il divano vicino alla finestra.
Il terzo, spesso sottovalutato, è la riduzione della condensa: un vetro caldo fa formare molta meno condensa superficiale al mattino, e con essa spariscono anche le muffe sui contorni. E c’è un impatto positivo sull’ambiente, perché meno consumi vogliono dire meno emissioni.

I fattori che influenzano la trasmittanza del vetro doppio
Non tutti i doppi vetri sono uguali, e la differenza di trasmittanza tra uno scadente e uno ottimo è enorme. Sono quattro gli elementi che fanno il valore finale.
Il tipo di vetro. Il float normale isola poco, mentre il vetro basso-emissivo ha una pellicola metallica invisibile che riflette il calore verso l’interno e abbatte la trasmittanza. È il fattore singolo che pesa di più: da solo può dimezzare l’Ug.
Lo spessore della camera. Una camera troppo stretta isola meno, ma attenzione al luogo comune: oltre i 16-18 millimetri l’isolamento non migliora, peggiora. In un’intercapedine troppo larga il gas comincia a muoversi per convezione e trasporta calore da una lastra all’altra. È il motivo per cui i produttori seri si fermano tra i 15 e i 16 mm con l’argon, e non fanno camere da 20.
Il gas nell’intercapedine. L’aria è il minimo, l’argon isola di più, il krypton ancora di più. Il krypton serve proprio dove la camera deve essere sottile, per esempio in un triplo vetro dentro un profilo poco profondo, perché rende bene già con 10-12 mm.
Il distanziatore tra le lastre. I sistemi warm edge, a “bordo caldo”, riducono il ponte termico perimetrale e la condensa sui bordi. Non spostano molto l’Ug centrale, ma cambiano parecchio la Uw della finestra e soprattutto eliminano l’alone di condensa in basso sul vetro, che è il punto da cui parte la muffa.
Tutti insieme, questi fattori spiegano perché due “doppi vetri” possono avere prestazioni lontanissime.

Trasmittanza vetro doppio: i numeri e gli esempi pratici
Passiamo ai numeri, perché qui le parole contano poco. Ti metto a confronto i valori tipici di trasmittanza termica dei vetri, così capisci subito la differenza tra una soluzione e l’altra. Sono valori indicativi del solo vetro (Ug).
| Tipo di vetro | Trasmittanza Ug (indicativa) | Isolamento |
|---|---|---|
| Vetro singolo | circa 5,7 W/m²K | Scarsissimo, ormai fuori norma nei locali riscaldati |
| Doppio vetro standard (aria) | circa 2,7-3,0 W/m²K | Mediocre, datato |
| Doppio vetro basso-emissivo + aria | circa 1,4-1,6 W/m²K | Discreto, ma manca l’argon |
| Doppio vetro basso-emissivo + argon | circa 1,0-1,3 W/m²K | Ottimo, lo standard di oggi |
| Triplo vetro basso-emissivo + argon | circa 0,5-0,7 W/m²K | Eccellente, per case ad alta efficienza |
La differenza è enorme: passare da un singolo vetro a un doppio basso-emissivo significa dividere per cinque il calore che se ne va dal vetro. E guarda le due righe centrali: tra un basso-emissivo ad aria e uno ad argon ballano circa tre decimi, che è una differenza piccola in valore assoluto e grandissima in pratica, perché è spesso quella che ti fa rientrare o restare fuori dal limite della tua zona climatica. Sul preventivo è la sigla “Ar”, e costa pochissimo.
Una precisazione da tecnico che vale oro: il valore Ug è quello del solo vetro, ma quello che conta davvero in casa è la trasmittanza dell’intera finestra, la Uw, che tiene conto anche del telaio (Uf) e dei bordi. Un vetro top su un telaio scadente rende meno di quanto promette il numero Ug: è il motivo per cui nei preventivi ti mostrano sempre l’Ug, che è il numero più bello. Per il triplo vetro e il confronto completo ti rimando a doppi vetri o triplo vetro.

Trasmittanza e normativa: i valori limite e le detrazioni
La trasmittanza non è solo una questione di comfort, è anche normata. In Italia esistono valori limite che le finestre devono rispettare, e cambiano in base alla zona climatica: più fa freddo, più il valore richiesto è basso.
E qui c’è la cosa che quasi nessuno spiega: esistono due tabelle diverse. Una fissa i limiti di legge, che devi rispettare comunque anche senza chiedere nessun bonus; l’altra, più severa, fissa i limiti per accedere all’Ecobonus.
| Zona climatica | Limite di legge (Uw) | Limite Ecobonus (Uw) |
|---|---|---|
| A e B | 3,00 W/m²K | 2,60 W/m²K |
| C | 2,00 W/m²K | 1,75 W/m²K |
| D | 1,80 W/m²K | 1,67 W/m²K |
| E | 1,40 W/m²K | 1,30 W/m²K |
| F | 1,10 W/m²K | 1,00 W/m²K |
Attenzione: questi sono valori di Uw, cioè della finestra completa, non di Ug. Un vetro da 1,1 non significa automaticamente rientrare in zona E, perché il telaio fa salire il valore: con un profilo mediocre puoi ritrovarti a 1,45 e restare fuori sia dalla legge sia dal bonus.
Le aliquote delle detrazioni cambiano ogni anno, quindi prima di firmare fatti confermare i valori aggiornati dal tuo tecnico o commercialista. Quello che non cambia è il principio: per le detrazioni serve una finestra davvero performante, non un doppio vetro qualsiasi. Approfondisci nella guida alle detrazioni sui serramenti.

Come scegliere il vetro doppio giusto
Come ti orienti, in pratica? Il vetro giusto dipende dalla tua zona climatica, dall’esposizione e da cosa ti serve, e cambia da una finestra all’altra della stessa casa.
A nord punta tutto sull’isolamento: basso-emissivo con argon, e lascia entrare tutta la luce che puoi.
A sud e a ovest il problema non è solo il freddo ma il caldo estivo: qui, oltre al basso-emissivo, può servire un vetro selettivo, che taglia l’energia solare in ingresso lasciando passare la luce. Il parametro da guardare in quel caso non è l’Ug ma il fattore solare g.
Dove c’è rumore conta l’isolamento acustico, e si ottiene con lastre di spessore diverso tra loro e un vetro stratificato acustico. Attenzione: il triplo vetro non è la soluzione al rumore, spesso è addirittura peggio di un doppio ben progettato.
Al piano terra e sulle aperture accessibili serve un vetro di sicurezza stratificato, che in molte posizioni non è una scelta ma una prescrizione di norma.
Valuta sempre il rapporto qualità-prezzo guardando i numeri, non le promesse: chiedi che nel preventivo siano scritti i valori Ug del vetro e Uw della finestra, quest’ultima calcolata sulle tue misure reali. Sulla manutenzione, il vetrocamera non chiede nulla di speciale: una pulizia regolare con panno morbido e detergente neutro mantiene trasparenza e prestazioni. Se vuoi capire quanto incide lo spessore, ne parlo in spessore dei vetri.
Vuoi sapere in dieci secondi se il vetro che hai in casa è basso-emissivo? Accendi un accendino davanti al vetro, di sera, e guarda i riflessi della fiamma: ne vedi uno per ogni superficie. Se una delle fiammelle ha un colore diverso dalle altre, tendente al rosso o al violetto, quella superficie ha il trattamento basso-emissivo. Se sono tutte uguali, hai un vetrocamera senza trattamento, e quello spiega parecchie cose sulla tua bolletta.
Il vetro invecchia: cosa succede dopo vent’anni
Un tema che nessuno tratta e che ti riguarda se hai un vetrocamera datato. La camera è sigillata e contiene gas, ma la sigillatura perimetrale non è eterna: col tempo l’argon esce e l’umidità entra, e la prestazione cala lentamente.
I segnali sono due e li puoi riconoscere da solo. Il primo è l’appannamento dentro la camera, cioè un alone lattiginoso tra le due lastre che non va via pulendo: significa che la sigillatura ha ceduto e il vetro va sostituito, perché non si recupera. Il secondo è più sottile: un vetro che d’inverno comincia a “sentirsi” freddo più di prima, senza che sia cambiato nulla.
La buona notizia è che spesso si sostituisce il solo vetrocamera senza toccare il serramento, se telaio e ferramenta sono sani. È un intervento molto meno costoso di una sostituzione completa, e su una finestra in legno robusto o in alluminio è quasi sempre la scelta giusta.

Bisacchi: finestre con vetri doppi ad alta efficienza
Dal 1973 la mia famiglia produce e installa infissi per ville e case di pregio, e sul vetro non transigiamo: scegliamo vetrocamere basso-emissive con gas argon e distanziatori warm edge, montate su telai in PVC, legno e alluminio a taglio termico, perché il risultato vero è dato dall’insieme vetro, telaio e posa.
Nei nostri preventivi il pacchetto vetro non è una voce standard uguale per tutta la casa: si decide apertura per apertura, guardando esposizione, rumore e accessibilità. È il motivo per cui in uno stesso lavoro trovi vetri diversi. E ti diciamo sempre, numeri alla mano, qual è la soluzione giusta per la tua zona climatica e il tuo budget, senza venderti il triplo vetro dove basta un ottimo doppio.

Cosa fare adesso
La trasmittanza del vetro doppio è il numero che separa una finestra che isola davvero da una che ti lascia al freddo. Prima di firmare qualsiasi preventivo, fai due verifiche che ti costano cinque minuti.
Primo: cerca sul preventivo la stratigrafia del vetro, cioè la sigla con gli spessori, e controlla che compaiano la lettera del gas (Ar) e l’indicazione del basso-emissivo. Se c’è scritto solo “vetrocamera”, chiedi il dettaglio.
Secondo: cerca il valore Uw della finestra completa, non solo l’Ug del vetro, e confrontalo con le due colonne della tabella qui sopra per la tua zona climatica. Se sei sotto il limite di legge ma sopra quello Ecobonus, il serramento si monta ma la detrazione energetica non la prendi.
Se sei in zona, si comincia con una telefonata allo 0547 53495 oppure con un preventivo gratuito, poi ci vediamo nel nostro showroom di Gambettola, dove i vetrocamera sezionati te li faccio vedere e la differenza tra un vetro e l’altro la capisci in due minuti. Se sei lontano, c’è la consulenza tecnica su misura.
📞 0547 53495 – 🏢 via del Lavoro 11/a, Gambettola (FC)
Domande frequenti sulla trasmittanza del vetro doppio
Qual è la trasmittanza termica di un vetro doppio?
La trasmittanza termica di un vetro doppio, espressa in W/m²K e indicata con Ug, misura il calore che attraversa il vetro: più è basso, migliore è l’isolamento. Un doppio vetro standard ad aria sta intorno a 2,7-3,0, un basso-emissivo ad aria scende a 1,4-1,6, e un basso-emissivo con argon arriva a circa 1,0-1,3, che è lo standard di oggi. Un triplo vetro con argon si colloca intorno a 0,5-0,7.
Come leggo la sigla del vetro sul preventivo?
I numeri sono gli spessori in millimetri, nell’ordine: lastra esterna, camera, lastra interna. Quindi 4-16-4 significa due vetri da 4 mm con 16 mm di intercapedine. Le lettere completano il quadro: “Ar” indica la camera riempita di argon invece che di aria, “be” o “low-e” segnala la lastra con trattamento basso-emissivo, e una sigla come 33.1 indica una lastra stratificata di sicurezza. Se sul preventivo c’è scritto solo “vetrocamera” senza sigla e senza valore Ug, chiedi il dettaglio prima di firmare.
Conviene una camera più larga di 16 mm?
No, ed è un luogo comune diffuso. Oltre i 16 millimetri circa l’isolamento non migliora ma peggiora, perché in un’intercapedine troppo larga il gas si muove per convezione e trasporta calore da una lastra all’altra. I produttori seri si fermano tra i 15 e i 16 mm con l’argon. Se serve una camera più sottile, per esempio dentro un profilo poco profondo, si usa il krypton, che rende bene già con 10-12 mm.
Cosa significa trasmittanza termica 1.0?
Una trasmittanza di 1,0 W/m²K significa che per ogni metro quadrato di superficie, con una differenza di temperatura di 1 grado tra interno ed esterno, passa 1 watt di calore. È un ottimo valore per un vetro doppio basso-emissivo. Più il numero è basso, migliore è l’isolamento: un triplo vetro arriva intorno a 0,6. Attenzione però a quale valore si riferisce: se è l’Ug parla del solo vetro, se è l’Uw parla della finestra completa, ed è quest’ultimo che conta per la legge e per le detrazioni.
Si può sostituire solo il vetro senza cambiare la finestra?
Sì, ed è spesso la scelta giusta quando telaio e ferramenta sono ancora sani. Si sostituisce il solo vetrocamera, magari passando da un doppio vetro datato a un basso-emissivo con argon, con una spesa molto inferiore a quella di una sostituzione completa. È l’intervento che consiglio soprattutto sulle finestre in legno robusto o in alluminio: prima di farti preventivare la sostituzione di tutto, fai valutare questa strada.

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