Reddito di riferimento per Superbonus in sintesi: è il parametro (calcolato con il cosiddetto quoziente familiare) che è servito a stabilire chi poteva accedere al Superbonus al 90% sulle case unifamiliari nel 2023; per averne diritto il reddito di riferimento doveva essere pari o inferiore a 15.000 euro. Non è l’ISEE, non riguardava tutti gli interventi e oggi va letto con una premessa: il Superbonus ordinario si è chiuso il 31 dicembre 2025.
Il buono: chi rientrava nei 15.000 euro di reddito di riferimento poteva accedere al 90% sulla prima casa unifamiliare.
Il brutto: il calcolo confonde tutti, perché non si guarda solo il tuo reddito ma quello di tutto il nucleo, diviso per un numero di parti.
Il cattivo: dare per scontato che valga ancora oggi o per qualsiasi intervento: per gli infissi nel 2026 contano altri incentivi.
Premetto una cosa importante, perchè qui si parla di soldi e di fisco: non sono un commercialista, e le regole fiscali cambiano in continuazione. Quello che leggi è una spiegazione pratica per capire come funzionava il reddito di riferimento, ma per il tuo caso concreto verifica sempre con un CAF, un commercialista e l’Agenzia delle Entrate. Detto questo, in 38 anni di infissi ho seguito tantissimi clienti tra bonus e detrazioni, e ti spiego il meccanismo con parole semplici.
Indice
Il Superbonus ordinario si è concluso il 31 dicembre 2025. Per il 2026 resta solo per gli immobili nei comuni colpiti dai sismi (con istanze presentate entro i termini di legge). Per la sostituzione degli infissi oggi si usano altri incentivi, come l’ecobonus e il bonus casa: le regole cambiano ogni anno, quindi verifica sempre cosa è attivo prima di firmare.

Cos’è il Superbonus e come funziona
Il Superbonus è stata l’agevolazione fiscale più discussa degli ultimi anni, nata per spingere la riqualificazione energetica e la sicurezza sismica degli edifici. Copriva interventi come l’isolamento termico (il cappotto), la sostituzione degli impianti di climatizzazione e gli interventi antisismici, i cosiddetti interventi “trainanti”. A questi si potevano agganciare interventi “trainati” come la sostituzione degli infissi, il fotovoltaico e le schermature solari.
La percentuale è cambiata nel tempo: 110% fino al 2023 per i condomini, 90% nel 2023 per le unifamiliari (ed è qui che entra il reddito di riferimento), poi 70% nel 2024 e 65% nel 2025 per le ultime casistiche. Le spese si potevano recuperare in tre modi: la detrazione fiscale in dichiarazione dei redditi, lo sconto in fattura o la cessione del credito. Se vuoi il quadro tecnico di come funzionava, l’ho spiegato in bonus 110 come funziona e con un esempio pratico.
Reddito di riferimento per Superbonus: cosa significa
Arriviamo al cuore della domanda. Il reddito di riferimento è il parametro che il Decreto Aiuti-quater ha introdotto per il Superbonus 90% sulle case unifamiliari nel 2023. In pratica, per avere il 90% su una villetta non bastava più fare i lavori: dovevi rispettare tre condizioni insieme, cioè che l’immobile fosse la tua abitazione principale, che tu fossi proprietario o titolare di un diritto reale, e che il tuo reddito di riferimento fosse pari o inferiore a 15.000 euro.
Qui sta il punto che pochi spiegano: il reddito di riferimento non era rilevante per tutti gli interventi del Superbonus. Riguardava solo il 90% sulle unifamiliari e sulle unità indipendenti, non i condomini, che seguivano regole diverse. E attenzione a non confonderlo con l’ISEE: sono due cose diverse, l’ISEE non c’entra nulla con il Superbonus. Il reddito di riferimento è un calcolo specifico, fatto apposta per questa agevolazione.

Come calcolare il reddito di riferimento per il Superbonus
Il calcolo del reddito di riferimento spaventa un pò, ma è più semplice di quanto sembra se lo guardi come una divisione. Si prende la somma dei redditi complessivi di tutto il nucleo (tu, il coniuge o convivente e i familiari a carico) dell’anno precedente a quello della spesa, e la si divide per un numero di parti che dipende da quanti siete in famiglia. Il risultato è il reddito di riferimento, che doveva restare entro i 15.000 euro.
deve risultare pari o inferiore a 15.000 €
Il “numero di parti” è il meccanismo che favorisce le famiglie numerose, perché più siete e più alto può essere il reddito totale pur restando sotto i 15.000 euro di reddito di riferimento. Ecco come si compone:
| Composizione del nucleo | Parti da sommare |
|---|---|
| Contribuente (sempre) | 1 |
| Coniuge, unito civilmente o convivente | + 1 |
| 1 familiare a carico | + 0,5 |
| 2 familiari a carico | + 1 |
| 3 o più familiari a carico | + 2 |
Facciamo un esempio pratico. Una famiglia con due coniugi e due figli a carico ha un numero di parti pari a 1 + 1 + 1 = 3. Se i redditi complessivi dei due genitori sommano 40.000 euro, il reddito di riferimento è 40.000 diviso 3, cioè circa 13.333 euro: sotto i 15.000, quindi aveva diritto al 90%. La stessa coppia senza figli avrebbe avuto solo 2 parti, quindi 40.000 diviso 2 = 20.000 euro, sopra la soglia. Si usa il reddito complessivo lordo ai fini IRPEF: il riferimento ufficiale è la circolare dell’Agenzia delle Entrate 13/E del 2023.
Il calcolo lo fa il commercialista, ma il documento che ti serve è la dichiarazione dei redditi dell’anno giusto (quello precedente alla spesa) di tutti i componenti del nucleo. Prepara per tempo redditi e composizione familiare: è lì che si capisce subito se rientri o no.
Soggetti esclusi in base al reddito di riferimento
Per il 90% sulle unifamiliari restavano esclusi sostanzialmente due gruppi. Il primo è chi superava la soglia dei 15.000 euro di reddito di riferimento, cioè i nuclei con redditi più alti rispetto al numero di componenti. Il secondo è chi non rispettava le altre due condizioni, cioè chi faceva i lavori su una casa che non era l’abitazione principale o senza essere proprietario o titolare di un diritto reale di godimento.
Chi era escluso non restava per forza a mani vuote: poteva guardare agli altri incentivi per la riqualificazione energetica, come l’ecobonus e il bonus casa. Oggi che il Superbonus è chiuso, sono proprio questi gli strumenti che usiamo per la sostituzione degli infissi: trovi un confronto aggiornato in bonus infissi 2026.
Superbonus e infissi: come si accedeva all’agevolazione
Veniamo al tema che conosco meglio, gli infissi. La sostituzione delle finestre, da sola, non ha mai dato diritto al Superbonus: era un intervento trainato, cioè poteva entrare nel 110% o nel 90% solo se agganciato a un intervento trainante (di solito il cappotto termico) che faceva fare all’edificio il famoso salto di due classi energetiche. Da soli, gli infissi rientravano e rientrano negli incentivi ordinari.
Sul piano tecnico, gli infissi ammessi devono rispettare valori precisi di trasmittanza termica in base alla zona climatica, e quasi sempre serve un vetro basso emissivo per raggiungere le prestazioni richieste. Sono gli stessi requisiti che contano oggi per l’ecobonus: un infisso che isola bene non serve solo a prendere la detrazione, ti taglia la bolletta tutto l’anno. Ed è lì che, bonus o non bonus, si vede la qualità del serramento e della posa.
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Il reddito di riferimento è ormai un capitolo chiuso del Superbonus, ma gli incentivi per gli infissi continuano, in altre forme. Se vuoi cambiare le finestre sfruttando le detrazioni attive oggi, partiamo dalla parte tecnica fatta bene e tu coordini il commercialista per quella fiscale. Se abiti in zona richiedi un preventivo gratuito (📞 0547 53495, 🏢 via del Lavoro 11/a, Gambettola FC); se sei lontano c’è la consulenza tecnica su misura. Prima di firmare qualsiasi cosa, però, fatti sempre confermare l’incentivo dal tuo professionista del fisco: d’accordo?
Domande frequenti sul reddito di riferimento per Superbonus
Qual è il reddito di riferimento per il Superbonus?
Il reddito di riferimento è il parametro che serviva ad accedere al Superbonus 90% sulle case unifamiliari nel 2023: doveva essere pari o inferiore a 15.000 euro e si calcolava con il quoziente familiare (somma dei redditi del nucleo diviso il numero di parti). Non riguardava i condomini e non va confuso con l’ISEE. Va ricordato che il Superbonus ordinario si è concluso il 31 dicembre 2025: per gli infissi oggi si usano ecobonus e bonus casa.
Chi aveva diritto al Superbonus 110%?
Potevano beneficiarne i contribuenti che sostenevano spese per interventi trainanti di efficientamento energetico (come il cappotto), sismabonus, fotovoltaico e colonnine, alle condizioni di legge. Gli infissi rientravano solo come intervento trainato. Per le unifamiliari al 90% del 2023 servivano in più l’abitazione principale e il reddito di riferimento entro i 15.000 euro. Per il caso specifico verifica sempre con un commercialista.
Come si calcola il reddito di riferimento?
Si sommano i redditi complessivi del contribuente, del coniuge o convivente e dei familiari a carico relativi all’anno precedente alla spesa, e si divide il totale per il numero di parti: 1 per il contribuente, più 1 per il coniuge o convivente, più 0,5 per un familiare a carico, 1 per due e 2 per tre o più. Il risultato doveva essere entro i 15.000 euro. Attenzione: è un calcolo diverso dall’ISEE, che non è rilevante per il Superbonus.

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