Calcolo risparmio energetico infissi, in sintesi: si ottiene moltiplicando la differenza di trasmittanza tra vecchi e nuovi serramenti per la superficie vetrata, per i gradi giorno della tua zona e per 24, ottenendo i kWh termici risparmiati in un anno.
Il buono: è un conto che puoi fare da solo in cinque minuti, con quattro dati e una calcolatrice.
Il brutto: il risultato è sempre un ordine di grandezza, mai una certezza: dipende anche da come vivi la casa.
Il cattivo: credere a chi ti promette il 50% di risparmio in bolletta. Non è così, e tra poco ti mostro perché.
Sul calcolo del risparmio energetico degli infissi circolano numeri gonfiati da anni, e la colpa è anche di noi del settore. Faccio questo mestiere dal 1988 e ho deciso di fare una cosa che nessuno fa: darti la formula vera, con un esempio svolto passo per passo, così il conto te lo fai da solo e capisci subito se il preventivo che hai in mano ha senso oppure no. Prendi carta e penna, ci vogliono cinque minuti.
Indice

I quattro dati che ti servono
Prima della formula, i dati. Sono quattro e li puoi recuperare tutti senza chiamare nessuno.
Il primo è la trasmittanza dei tuoi serramenti attuali, la Uw. Non ce l’hai scritta da nessuna parte, quindi si stima: un telaio in legno con vetro singolo sta intorno a 5,0 W/m²K, un alluminio senza taglio termico con vetro singolo arriva a 6,0, un doppio vetro degli anni Novanta con telaio in legno sta sui 2,8-3,2.
Il secondo è la Uw dei serramenti nuovi, e questa deve essere scritta sul preventivo, calcolata sulle tue misure e non su una finestra campione di catalogo: se non c’è, chiedila.
Il terzo è la superficie totale delle finestre che sostituisci, in metri quadri, misurata sul foro.
Il quarto sono i gradi giorno del tuo Comune, un dato pubblico che trovi cercando il nome del Comune seguito da “gradi giorno”. Se non sai cosa siano, li ho spiegati nella pagina sui gradi giorno.
I gradi giorno misurano quanto è freddo il tuo clima: più sono alti, più la casa ha bisogno di riscaldamento. In Italia vanno da poche centinaia in Sicilia a oltre 3.000 sulle Alpi. Qui in Romagna siamo intorno ai 2.100, a Milano oltre 2.400, a Roma circa 1.400. È il dato che spiega perché lo stesso serramento fa risparmiare il doppio a Bolzano rispetto a Napoli. Attenzione: il dato è comunale, non provinciale, quindi non prenderlo dal capoluogo.
1. Uw ATTUALE
Legno con vetro singolo: circa 5,0
Alluminio senza taglio termico: circa 6,0
Doppio vetro anni Novanta: 2,8-3,2
2. Uw NUOVA
Deve essere scritta sul preventivo, calcolata sulle tue misure.
Se non c’è, chiedila.
3. SUPERFICIE
Metri quadri totali delle finestre che sostituisci, misurati sul foro.
4. GRADI GIORNO
Dato pubblico del tuo Comune.
Romagna circa 2.100, Milano 2.400, Roma 1.400.
La formula per il calcolo del risparmio energetico infissi
Eccola, ed è più semplice di quanto sembri:
Il “per 24” serve a trasformare i gradi giorno, che sono un dato giornaliero, in ore; il “diviso mille” trasforma i watt in kilowatt. Il risultato sono i kWh di calore che non disperdi più. Da lì, con altri due passaggi, arrivi agli euro.
Esempio svolto
Prendiamo un caso realistico: una casa con 2.100 gradi giorno, tipici della Romagna interna, 12 metri quadri complessivi di finestre in legno con vetro singolo, da sostituire con serramenti nuovi da Uw 1,2.
| Passaggio | Calcolo | Risultato |
|---|---|---|
| Differenza di trasmittanza | 5,0 − 1,2 | 3,8 W/m²K |
| Energia termica risparmiata | 3,8 × 12 × 2.100 × 24 ÷ 1.000 | 2.298 kWh/anno |
| Gas consumato in meno (caldaia a condensazione, rendimento 0,95) | 2.298 ÷ 0,95 | 2.419 kWh di gas |
| Metri cubi di metano (1 m³ ≈ 9,5 kWh) | 2.419 ÷ 9,5 | 255 m³/anno |
| Risparmio in euro (ipotesi 1,20 €/m³ tutto compreso) | 255 × 1,20 | 306 €/anno |
Adesso la parte onesta, quella che di solito manca. Quel numero è un massimo teorico, perché il calcolo ignora gli apporti solari gratuiti, i ponti termici che restano sul contorno anche dopo una buona posa e il fatto che nella vita vera non tieni il riscaldamento acceso in modo perfettamente costante. Nella mia esperienza conviene togliere dal quindici al venti per cento: nell’esempio arriviamo a circa 250 euro l’anno. Su una bolletta di riscaldamento da 1.300 euro sono circa il diciannove per cento. Non il cinquanta.
Il conto già fatto, in base a quello che hai adesso
Se non hai voglia di prendere la calcolatrice, ti ho svolto io il calcolo tenendo fissi gli altri dati dell’esempio: 12 metri quadri di finestre, 2.100 gradi giorno, serramenti nuovi da Uw 1,2. Cambia solo il punto di partenza, ed è lì che si vede tutto.
| Serramenti che hai adesso | Uw stimata | kWh risparmiati | Risparmio reale stimato |
|---|---|---|---|
| Alluminio senza taglio termico, vetro singolo | 6,0 | 2.903 | circa 320 €/anno |
| Legno, vetro singolo | 5,0 | 2.298 | circa 250 €/anno |
| Legno o PVC, doppio vetro anni Novanta | 3,0 | 1.089 | circa 120 €/anno |
| Doppio vetro basso emissivo anni Duemila | 2,0 | 484 | circa 53 €/anno |
Guarda l’ultima riga e tienila a mente quando qualcuno ti fa una proposta. Se hai già un doppio vetro basso emissivo decente, cambiare le finestre ti fa risparmiare una cinquantina di euro l’anno. Non è un motivo per non farlo, perché comfort e silenzio sono un’altra cosa e li senti ogni giorno, ma è un motivo serissimo per non farlo per la bolletta. Chi in quel caso ti vende la sostituzione raccontandoti l’investimento che si ripaga, sta facendo un conto che non esiste.

Cosa cambia il risultato (e di quanto)
Guardando la formula capisci subito dove si gioca la partita, e non è dove pensi. Il fattore che pesa di più non è la Uw nuova: è la differenza rispetto a quella vecchia. Ecco perché chi parte da finestre degli anni Sessanta risparmia tantissimo, e chi ha già un doppio vetro decente risparmia poco: se passi da 2,8 a 1,2 la differenza è 1,6 invece di 3,8, e il risparmio si dimezza abbondantemente.
C’è una conseguenza commerciale che vale la pena dire: spendere di più per scendere da Uw 1,2 a Uw 0,9 non ti ripaga quasi mai. In quel salto la differenza si sposta solo di 0,3, cioè meno di un decimo del guadagno che hai già ottenuto sostituendo il vecchio. Quei soldi rendono molto di più spesi sul vetro giusto per l’esposizione o su una posa fatta come si deve.
Il secondo fattore è la zona climatica, cioè i gradi giorno. Lo stesso identico intervento a Cuneo rende quasi il doppio che a Napoli, e questo spiega perché i preventivi con “risparmi fino al X%” copiati e incollati in tutta Italia non hanno alcun senso.
Poi ci sono due voci che nella formula non compaiono ma che nella realtà contano parecchio. La prima è la tenuta all’aria: una finestra che chiude male fa passare aria e quell’aria porta via calore, con un effetto che sulla bolletta si sente eccome, ed è il motivo per cui vale la pena pretendere la classe 4 di permeabilità. La seconda è la posa in opera: se il giunto tra telaio e muro non è isolato in modo continuo, crei un ponte termico nuovo che si mangia una fetta del vantaggio. Il numero sulla scheda tecnica vale in laboratorio; a casa tua vale quanto vale il cantiere.

Se cambi le finestre ma lasci il cassonetto della tapparella vecchio e non isolato, il tuo risparmio reale sarà una frazione di quello calcolato. Il cassonetto è spesso il punto più disperdente di tutta la parete, e nella formula non compare: è la voce nascosta che fa dire ai clienti “ma non sento la differenza che mi avevate promesso”.
Gli altri metodi di calcolo del risparmio energetico infissi
La formula che ti ho dato è il metodo manuale, ed è ottima per farsi un’idea prima di parlare con qualcuno. Ci sono altri tre modi, in ordine crescente di precisione e di costo.
I calcolatori online gratuiti sono comodi ma vanno presi con le pinze: quasi tutti sono strumenti di marketing di chi vende infissi, e tendono a essere ottimisti. Se ne usi uno, controlla che ti chieda almeno zona climatica, superficie e trasmittanza di partenza: se non te li chiede, sta indovinando.
Il calcolo con software professionale lo fa un termotecnico e considera l’intero involucro, gli apporti solari, i ponti termici reali e il tuo impianto: è il metodo serio, e ha senso se stai facendo una riqualificazione importante.
Infine l’APE, l’attestato di prestazione energetica: fatto prima e dopo l’intervento ti dà il salto di classe misurato, ed è anche il documento che alza il valore dell’immobile quando vendi. Su questo trovi altro nella pagina sulla riqualificazione energetica.

Quello che il calcolo non misura
Ed è forse la parte più importante, perché in 38 anni ho capito una cosa: i clienti tornano contenti per motivi diversi da quelli per cui avevano comprato. Nessuno mi ha mai richiamato per dirmi “guarda, ho risparmiato esattamente 250 euro”. Mi richiamano per dirmi altre tre cose.
La prima è il comfort: sparisce la sensazione di parete fredda vicino alla finestra, spariscono gli spifferi, e la stanza diventa uniforme. È un cambiamento che senti ogni giorno, mentre i 250 euro li vedi una volta l’anno. La seconda è il silenzio: con un vetro configurato bene il rumore della strada cala in modo netto, e su questo ti rimando a isolamento acustico delle finestre. La terza è la fine della condensa sui vetri, che significa anche fine della muffa sui contorni.
Aggiungo il valore dell’immobile, che è la voce più sottovalutata: un salto di classe energetica documentato con l’APE si traduce in un prezzo di vendita più alto, e in un mercato dove i compratori guardano sempre di più la classe, questo pesa.
Un’ultima precisazione che vale la pena fare: la formula dei gradi giorno riguarda solo l’inverno. Sul condizionamento estivo contano il fattore solare del vetro e le schermature, che nel calcolo non compaiono per niente. Se il tema ti interessa, guarda anche finestre e risparmio energetico e il risparmio con gli infissi in estate, che è un capitolo a parte e spesso dimenticato.

Come cambiano i conti con le detrazioni
Le detrazioni fiscali modificano completamente il tempo di ritorno, quindi vanno messe nel calcolo. Il ragionamento è semplice: dividi la spesa netta, cioè quella al netto della detrazione recuperata, per il risparmio annuo, e ottieni gli anni di rientro.
Facciamo il conto sull’esempio, così è chiaro. Ipotizziamo 12 metri quadri di serramenti per una spesa finita di 8.000 euro. Con la detrazione al 50% sull’abitazione principale la spesa netta scende a 4.000 euro; con un risparmio reale di 250 euro l’anno, il rientro è intorno ai sedici anni. Senza la detrazione sarebbero oltre trenta, cioè più della metà della vita utile del serramento. È il numero che nessuno scrive, e spiega perché dico sempre di non comprare infissi come si compra un investimento finanziario: si comprano per il comfort, e il risparmio è un beneficio in più.
Le percentuali dipendono dall’anno e dal fatto che si tratti di abitazione principale o meno, quindi le trovi aggiornate nelle pagine su bonus infissi 2026 e ecobonus infissi 2026.
Una precisazione doverosa, perché vedo ancora tanta confusione. Il Superbonus 110 e lo sconto in fattura appartengono ormai a una stagione chiusa: se qualcuno te li propone oggi come se fossero ancora la norma, o è rimasto indietro o ti sta raccontando quello che vuoi sentire. Quelle pagine sul blog le tengo per memoria storica e per chi ha pratiche vecchie da chiudere, non come opzioni attuali. Oggi si ragiona su detrazione in dichiarazione, e va messo in conto che il recupero è diluito su più anni.
Bisacchi e il calcolo sul tuo caso
La Bisacchi lavora su infissi, porte e cancelli dal 1973 e io ci sono dentro dal 1988. Quando prepariamo un preventivo mettiamo per iscritto la Uw calcolata sui tuoi serramenti reali, non un valore da catalogo, e ti diciamo con franchezza quanto ti conviene spingerti: capita spesso che oltre un certo livello il maggior costo non si ripaghi, e te lo diciamo anche se significa venderti meno.
Il metodo è il Sistemabisacchi®: rilievo, calcolo, posa certificata secondo la UNI 11673 e garanzia scritta. In catalogo trovi infissi in PVC, alluminio a taglio termico, legno e legno-alluminio. Cosa dicono i clienti lo leggi nelle recensioni, e nel libro Scegliere gli infissi è facile con Sistemabisacchi® trovi altri esempi di calcolo spiegati senza formule complicate.

Se sei nella nostra zona, si comincia con una telefonata allo 0547 53495 oppure con un preventivo gratuito, poi ci vediamo nel nostro showroom di Gambettola e il conto lo facciamo insieme sui tuoi numeri veri. Se sei lontano e vuoi far verificare un preventivo che hai già in mano, c’è la consulenza personale con me, che è a pagamento proprio perché non è legata a nessuna fornitura.
Domande frequenti sul calcolo del risparmio energetico infissi
Come si calcola il risparmio energetico degli infissi?
Con questa formula: (Uw vecchia − Uw nuova) × superficie in metri quadri × gradi giorno della tua zona × 24, il tutto diviso mille. Ottieni i kWh termici risparmiati in un anno. Per arrivare agli euro dividi per il rendimento della caldaia, converti in metri cubi di metano dividendo per 9,5 e moltiplica per il prezzo che paghi al metro cubo. Poi togli un quindici o venti per cento, perché il calcolo teorico non tiene conto degli apporti solari e dei ponti termici residui. Per una stima precisa su un intervento importante serve un termotecnico con software dedicato.
Quanto si risparmia davvero con gli infissi nuovi?
Ti do la risposta onesta invece di quella che fa vendere. Se parti da serramenti molto vecchi, telaio in legno o alluminio senza taglio termico e vetro singolo, il taglio sulla spesa di riscaldamento si colloca realisticamente tra il quindici e il venticinque per cento. Se parti da un doppio vetro degli anni Duemila già decente, scendi sotto il dieci: su un caso tipo da 12 metri quadri in Romagna parliamo di una cinquantina di euro l’anno. Le percentuali del quaranta o cinquanta per cento che si leggono in giro sono possibili solo sulla carta, perché le finestre sono una delle vie di dispersione, non l’unica: tetto, pareti e ricambi d’aria pesano quanto e più di loro.
In quanti anni si ripagano le finestre nuove?
Dipende quasi tutto dalla detrazione. Su un intervento tipo da 8.000 euro con un risparmio reale di 250 euro l’anno, senza agevolazioni servirebbero oltre trent’anni, cioè più della vita utile del serramento; con la detrazione al 50% sull’abitazione principale si scende intorno ai sedici. Il consiglio è di non ragionare come su un investimento finanziario: il ritorno vero sono comfort, silenzio e valore della casa, e il risparmio energetico è un beneficio che si aggiunge.
Conviene passare da Uw 1,2 a Uw 0,9?
Quasi mai, se lo fai per la bolletta. Il grosso del risparmio l’hai già ottenuto sostituendo il serramento vecchio: quel salto ulteriore sposta la differenza di trasmittanza di appena 0,3, una frazione di quello che hai già guadagnato, e comporta spesso il passaggio al triplo vetro con più peso e ferramenta rinforzata. Gli stessi soldi rendono molto di più spesi sul vetro giusto per l’esposizione, sulla classe di permeabilità all’aria o sulla qualità della posa.
Quali infissi fanno risparmiare di più?
Quelli con la trasmittanza Uw più bassa rispetto a quella che hai adesso, e questa è la parte che spesso si dimentica: conta la differenza, non il valore assoluto. In termini pratici il PVC a cinque o sette camere con doppio vetro basso emissivo e argon offre il miglior rapporto tra risparmio e prezzo su misure normali; legno e legno-alluminio arrivano a valori simili con un costo maggiore; l’alluminio a taglio termico ci arriva salendo di gamma. Ma su qualunque materiale, un serramento eccellente posato male rende meno di uno medio posato bene.
Cosa faccio adesso?
Fai il conto. Ti servono quattro numeri e cinque minuti, e alla fine sai due cose: quanto puoi realisticamente aspettarti e se il preventivo che hai in mano ha senso oppure ti sta promettendo l’impossibile.
Poi fai una seconda cosa, ancora più rivelatrice: se qualcuno ti garantisce per iscritto un risparmio del cinquanta per cento, chiedigli di mostrarti il calcolo, con i tuoi gradi giorno e la tua Uw di partenza. Vedrai come cambia il discorso. Chi ha fatto i conti te li mostra volentieri, chi ha copiato un claim dal sito di qualcun altro cambia argomento.
E ricorda l’ultima cosa, che vale più di tutta la matematica: il risparmio calcolato lo ottieni solo se la posa è fatta bene. Altrimenti resta un numero sulla carta.
📞 0547 53495 | 🏢 via del Lavoro 11/a, Gambettola (FC)

Rispondi