Come pulire gli infissi delle finestre, in sintesi: si aspira lo sporco secco, si lava con acqua tiepida e detergente neutro usando un panno in microfibra, si risciacqua e si asciuga subito, adattando il prodotto al materiale del telaio.
Il buono: venti minuti a finestra, due volte l’anno, e i tuoi serramenti restano come nuovi per vent’anni.
Il brutto: se aspetti che siano molto sporchi, lo sporco si è già incrostato e ci vuole il triplo del tempo.
Il cattivo: usare la spugna verde o un prodotto abrasivo. Righi la superficie e da quel momento lo sporco si attacca ancora di più.
Su come pulire gli infissi delle finestre ricevo più domande di quante te ne aspetteresti, e la ragione è semplice: quasi nessuno sa che il prodotto sbagliato può rovinare in modo permanente un serramento da migliaia di euro. Lo dico da uno che i serramenti li vende e li ripara dal 1988: le finestre che vedo peggio non sono quelle vecchie, sono quelle pulite male. Qui trovi la procedura giusta per ogni materiale e la lista di cosa non toccare mai.
Indice

Prima di cominciare: cosa serve e quando farlo
L’attrezzatura è minima e la trovi già in casa: due o tre panni in microfibra, un secchio con acqua tiepida, un detergente neutro come il sapone di Marsiglia liquido, uno spazzolino da denti vecchio per gli angoli, l’aspirapolvere con la bocchetta a spazzola e un tergivetro per i vetri.
Non ti serve altro, e soprattutto non ti serve niente di aggressivo.
Due accorgimenti che fanno la differenza. Il primo: metti un vecchio asciugamano sul davanzale e sul pavimento, perché l’acqua sporca cola e sul parquet lascia il segno.
Il secondo, ed è quello che nessuno rispetta: lavora in una giornata nuvolosa o nelle ore fresche. Al sole pieno il detergente asciuga prima che tu abbia finito di passarlo, e ti ritrovi aloni ovunque. Questa vale soprattutto per i vetri.
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Come pulire gli infissi in PVC
Il PVC è il materiale più facile, ma anche quello che si rovina più spesso per colpa dei prodotti sbagliati.
La procedura corretta è questa: aspira polvere e detriti da telaio, anta e sede della guarnizione, poi lava con acqua tiepida e sapone neutro usando un panno in microfibra, risciacqua con acqua pulita e asciuga subito con un panno asciutto.
L’asciugatura non è un dettaglio: se lasci evaporare l’acqua da sola, sul bianco restano le macchie di calcare.
Se trovi macchie scure o puntini di muffa nella zona bassa del telaio, una soluzione di acqua e aceto bianco al cinquanta per cento funziona bene: lasci agire cinque minuti, strofini delicatamente e risciacqui abbondantemente. Usala però solo su quelle macchie, non come detergente abituale.
Per il resto ti rimando alla guida dettagliata su come pulire gli infissi in PVC.
Sul PVC non usare mai alcol, acetone, solventi, ammoniaca, pagliette o spugne con il lato verde. Opacizzano o rigano la superficie lucida in modo irreversibile, e una volta rigato il PVC trattiene lo sporco e non torna più bianco. È il danno che vedo più spesso, ed è sempre autoinflitto con le migliori intenzioni.
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Come pulire gli infissi in alluminio
L’alluminio dei serramenti è verniciato a polveri o anodizzato: in entrambi i casi hai uno strato superficiale sottile che va rispettato.
La procedura è la stessa del PVC, con una raccomandazione in più sull’asciugatura: usa la microfibra e passa sempre nella stessa direzione, così eviti gli aloni che sui colori scuri si vedono tantissimo.
Sugli infissi in alluminio bianco vale esattamente lo stesso discorso: acqua tiepida e sapone neutro, mai prodotti abrasivi.
Se abiti vicino al mare aumenta la frequenza a tre o quattro volte l’anno, perché la salsedine è il vero nemico dell’alluminio e attacca soprattutto la ferramenta.
Su casi difficili ho scritto guide dedicate a come pulire gli infissi in alluminio e a infissi in alluminio molto sporchi; se invece la superficie è già opacizzata guarda come lucidare gli infissi opacizzati.

Come pulire gli infissi in legno
Il legno chiede il tocco più leggero di tutti, perché il nemico non è lo sporco: è l’acqua.
Usa un panno appena umido, mai bagnato, con un detergente delicato, e asciuga immediatamente. Non lasciare mai ristagnare acqua sui giunti e sul bordo inferiore dell’anta, che è il punto dove l’umidità entra e comincia il degrado.
Una o due volte l’anno, dopo la pulizia, passa un prodotto nutriente specifico per legno verniciato: mantiene elastica la finitura e le allunga la vita di anni.
E se noti che il colore comincia a sbiadire o che la vernice si opacizza sui bordi, non aspettare: quello è il momento giusto per il rinnovo della finitura, non fra due anni. Il tema completo è in manutenzione degli infissi.
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I vetri senza aloni
Il metodo che funziona davvero è più semplice di quello che pensi. Acqua tiepida con un cucchiaio di aceto bianco, applicata con un panno o uno spruzzino, poi tergivetro passato dall’alto verso il basso in strisce sovrapposte, asciugando la lama a ogni passata. Rifinisci gli angoli con la microfibra asciutta.
I due errori classici sono lavorare al sole, che fa asciugare il liquido prima che tu lo tolga, e usare troppo detergente, che lascia una patina invisibile su cui si depositerà lo sporco.
Meno prodotto, più acqua: è il contrario di quello che verrebbe da fare. Ho dedicato una guida intera a come pulire i vetri senza aloni, e se hai residui di adesivi o etichette guarda come togliere la colla dal vetro.
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Cosa non deve mai toccare i tuoi infissi
Questa è la lista che vale più di tutte le altre, e se ricordi solo questa parte dell’articolo hai già risparmiato un serramento.
Spugne verdi, pagliette, creme abrasive, raschietti metallici.
Rigano qualsiasi superficie, in modo permanente.
Alcol, acetone, ammoniaca, solventi, anticalcare aggressivi.
Opacizzano il bianco e non si recupera.
Detergenti acidi o fortemente alcalini, prodotti per il forno.
Attaccano la verniciatura a polveri.
Acqua abbondante, vapore, sgrassatori.
L’umidità entra nei giunti e da lì parte il degrado.
Le tre parti che quasi tutti dimenticano
Questa è la sezione che rende utile l’articolo, perché riguarda i componenti che determinano se la finestra funzionerà fra dieci anni. Nessuno li pulisce, e sono proprio quelli che si guastano.
| Componente | Cosa fare | Ogni quanto | Cosa non fare |
|---|---|---|---|
| Guarnizioni | Panno umido, poi un velo di prodotto siliconico per mantenerle elastiche. | 2 volte l’anno | Aceto o detergenti aggressivi: le induriscono e cominciano gli spifferi. |
| Fori di drenaggio | Aspira e libera i forellini nella parte bassa del telaio, all’esterno. | 2 volte l’anno | Sigillarli o coprirli: è da lì che deve uscire l’acqua. |
| Ferramenta e guide | Aspira lo sporco dalle guide, poi qualche goccia d’olio sui punti di chiusura. | 1 volta l’anno | Grasso denso: raccoglie polvere e alla lunga blocca tutto. |
Il forellino di drenaggio nella parte bassa esterna del telaio è la cosa più importante di tutto l’articolo. Quando qualcuno mi chiama dicendo “la finestra nuova perde acqua”, nove volte su dieci vado lì e trovo quel foro otturato da polvere, foglie o silicone messo male. Trenta secondi con l’aspirapolvere ti evitano una chiamata di assistenza.
Quando la pulizia non basta più
C’è un punto oltre il quale nessun prodotto risolve, ed è giusto che tu sappia riconoscerlo. I segnali sono quattro.
Senti aria che passa con la finestra chiusa. L’anta fa resistenza o striscia quando la chiudi. Vedi condensa tra i due vetri della camera. Oppure il PVC è ormai ingiallito e opacizzato in modo uniforme.
I primi due si risolvono spesso con una regolazione della ferramenta o una sostituzione delle guarnizioni, quindi prima di pensare al nuovo fai venire qualcuno a guardarli.
Il terzo, la condensa dentro il vetrocamera, significa che la sigillatura perimetrale ha ceduto: lì si sostituisce il vetro, non tutta la finestra.
Il quarto invece è degrado del materiale e non si recupera. Se ti riconosci nell’ultimo caso, guarda anche i difetti degli infissi in PVC per capire da cosa è dipeso.
Quando la sostituzione è davvero l’unica strada, il vantaggio non è solo estetico: guadagni tenuta all’aria, isolamento termico e acustico e ti togli gli spifferi che ti fanno alzare il termostato. Se vuoi farti due conti prima, ho scritto una guida con la formula in calcolo del risparmio energetico degli infissi.
Bisacchi, la consulenza e il libro
La Bisacchi lavora su infissi, porte e cancelli dal 1973 e io ci sono dentro dal 1988. Lavoriamo su infissi in PVC, alluminio a taglio termico, legno e legno-alluminio, e il metodo di lavoro è il Sistemabisacchi®.
Cosa dicono i clienti lo leggi nelle recensioni.

Domande frequenti sulla pulizia degli infissi
Ogni quanto vanno puliti gli infissi delle finestre?
Due volte l’anno è la frequenza giusta per la maggior parte delle case, in genere a primavera e a fine autunno. Sali a tre o quattro volte se abiti entro qualche chilometro dal mare, dove la salsedine attacca soprattutto la ferramenta, oppure se sei su una strada trafficata o vicino a un cantiere, perché lo smog e la polvere si legano al telaio e si incrostano. Il motivo per non rimandare è pratico: lo sporco fresco viene via con acqua e sapone, quello vecchio si incrosta e ti costringe a strofinare, ed è strofinando che si fanno i danni. Una volta l’anno, in aggiunta, dedica dieci minuti a ferramenta e fori di drenaggio.
Come si puliscono gli infissi delle finestre in PVC?
Aspira lo sporco secco, lava con acqua tiepida e sapone neutro usando un panno morbido, risciacqua con acqua pulita e asciuga subito: l’asciugatura serve a evitare le macchie di calcare, che sul bianco si notano molto. Per macchie di muffa nella parte bassa del telaio puoi usare acqua e aceto bianco al cinquanta per cento, solo localmente e risciacquando bene. Quello che non devi usare mai sono alcol, acetone, ammoniaca, solventi e abrasivi: sul PVC il danno che provocano non è recuperabile, perché una volta rigata o opacizzata la superficie trattiene lo sporco e non torna più bianca.
Come si puliscono gli infissi in alluminio bianco?
Con acqua tiepida e sapone neutro, panno in microfibra e asciugatura immediata passando sempre nella stessa direzione. L’alluminio bianco è verniciato a polveri: quello strato è resistente ma sottile, quindi vanno evitati prodotti abrasivi, pagliette, spugne verdi e solventi, che lo rigano e lo opacizzano in modo permanente. Se abiti entro qualche chilometro dal mare porta la frequenza a tre o quattro lavaggi l’anno e presta attenzione anche alla ferramenta, che è la prima a soffrire la salsedine.
Come si puliscono le guarnizioni delle finestre?
Solo con un panno umido e, se serve, una goccia di sapone neutro, poi si asciugano. Una o due volte l’anno passa sopra un velo di prodotto siliconico specifico, che le mantiene elastiche e ne allunga parecchio la vita. Quello che non va fatto è usare aceto, alcol o detergenti aggressivi: l’acido indurisce la mescola, la guarnizione perde elasticità e smette di comprimere, e da lì cominciano gli spifferi. È il motivo per cui, quando pulisci i vetri con l’aceto, conviene spruzzare sul panno e non direttamente sul vetro: il liquido cola sulla battuta e finisce proprio sulle guarnizioni.
Come si puliscono gli infissi molto sporchi?
Si parte sempre a secco: aspira polvere, terra e detriti da telaio, guide e sede delle guarnizioni, perché se bagni lo sporco secco lo trasformi in fango e lo spalmi ovunque. Poi lava con acqua tiepida e detergente neutro, aiutandoti con uno spazzolino morbido negli angoli e nelle scanalature. Sulle incrostazioni più resistenti lascia agire il detergente qualche minuto invece di strofinare più forte: è la pazienza che risolve, non la forza. Infine risciacqua e asciuga subito con microfibra. Se dopo questo trattamento restano aloni o macchie fisse, il problema non è più sporco ma degrado della superficie.
Cosa non si deve usare per pulire gli infissi?
Su tutti i materiali sono da escludere spugne verdi, pagliette, creme abrasive e raschietti metallici, perché rigano in modo permanente e da quel momento lo sporco si attacca più facilmente. Sul PVC vanno evitati anche alcol, acetone, ammoniaca, solventi e anticalcare aggressivi, che opacizzano il bianco senza possibilità di recupero. Sull’alluminio verniciato a polveri sono da evitare i detergenti fortemente acidi o alcalini, compresi i prodotti per il forno. Sul legno il nemico è l’acqua abbondante, insieme a vapore e sgrassatori, perché l’umidità entra nei giunti e innesca il degrado. La regola generale è semplice: acqua tiepida e detergente neutro risolvono il 95% dei casi.
Cosa faccio adesso?
Comincia dalla finestra più sporca della casa e cronometrati: vedrai che con la procedura giusta ci metti meno di venti minuti.
Poi, mentre sei lì, fai le due cose che nessuno fa: passa l’aspirapolvere nei fori di drenaggio in basso e metti qualche goccia d’olio sui punti di chiusura. Sono trenta secondi che valgono più di tutta la pulizia.
Se durante il giro ti accorgi che qualche anta chiude dura o che senti aria, non ignorarlo: quasi sempre è una regolazione da poco, ma se la rimandi diventa un problema vero.
Se sei nella nostra zona, chiedi un preventivo gratuito: veniamo a guardare i tuoi infissi e ti diciamo con franchezza se serve una regolazione o una sostituzione. Capita spesso che bastino una registrazione e delle guarnizioni nuove, e te lo diciamo lo stesso: preferisco farti fare una regolazione che venderti una finestra che non ti serve.
Se sei lontano e vuoi solo un parere, c’è la consulenza personale con me, che è un servizio a pagamento. E nel libro Scegliere gli infissi è facile con Sistemabisacchi® c’è un capitolo su cura e manutenzione, con le stesse cose spiegate con i disegni.
📞 0547 53495 | 🏢 via del Lavoro 11/a, Gambettola (FC)

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