Lo stile industriale, lo stile officina e lo stile inglese sono accomunati dalla presenza di traversi e montanti che interrompono le superfici vetrate, ma ciascuno ha una propria connotazione estetica e un ambito di applicazione distinto.
- Stile industriale: si ispira all’architettura produttiva del primo Novecento – fabbriche, capannoni, officine – dove i serramenti in ferro con grandi specchiature vetrate erano caratterizzati da suddivisioni regolari e proporzioni slanciate. Oggi è richiesto soprattutto in contesti residenziali di pregio, loft urbani, ristrutturazioni di spazi ex industriali o in ville moderne che ricercano un’estetica materica e decisa. È uno stile che mette volutamente in risalto l’infisso, spesso con finiture scure (nero, antracite, ruggine) e profili sottili.
- Stile officina: simile all’industrial ma con una declinazione più “artigianale”. Richiama i serramenti realizzati nelle piccole carpenterie di inizio secolo, con piatti saldati, squadrette a vista e traversi talvolta irregolari. È molto utilizzato nelle partizioni interne, dove il serramento diventa quasi un elemento d’arredo che scandisce lo spazio senza chiuderlo completamente.
- Stile inglese: nato come soluzione tecnica quando la produzione di grandi lastre di vetro non era possibile, prevedeva la suddivisione in piccoli riquadri mediante traversi veri e propri. Oggi mantiene un carattere più classico ed elegante, tipico delle abitazioni anglosassoni e dei cottage, e viene impiegato sia in ville tradizionali sia in ristrutturazioni dove si vuole evocare un’atmosfera più calda e storicizzata.

Dal vincolo tecnico alla scelta estetica
In origine queste soluzioni nascono come necessità tecnologica: i vetri di grandi dimensioni non erano producibili e i serramenti dovevano essere suddivisi per motivi di sicurezza e trasporto. Con l’evoluzione tecnologica, la produzione è passata dai piccoli formati ai formati da 3210×2250 mm, ai jumbo size (6000×3210 mm), fino agli extra jumbo di 18 metri installati ad esempio all’Apple Park di Cupertino.
Oggi non c’è più alcun limite dimensionale che obblighi alla suddivisione dei vetri: al contrario, gli stili industriale, officina e inglese sono scelti consapevolmente per il loro valore estetico, in controtendenza rispetto alle soluzioni tuttovetro, dove si vuole far scomparire l’infisso e lasciare protagonista solo la trasparenza.
Premessa tecnica
La tendenza attuale è realizzare sistemi che mantengono l’integrità della lastra di vetro, senza dividerla realmente in tanti rettangoli. Questo approccio consente di:
- ridurre i costi;
- migliorare le prestazioni termiche, evitando le perdite dovute ai profili tagliavetro e alle canaline del vetro;
- mantenere il contributo statico del vetro al serramento.
La suddivisione estetica si ottiene quindi tramite soluzioni applicate o integrate, che analizziamo nel dettaglio.

Lo stile inglese interno al vetro
Molto utilizzato negli scorsi decenni e ancora diffuso in alcuni paesi nordici, lo stile inglese interno al vetro è oggi poco utilizzato in Italia. Le ragioni sono principalmente due:
- estetiche: la resa è poco adatta agli stili industriale e officina;
- prestazionali: le barrette sono realizzate in ottone o alluminio e abbinate a canaline dello stesso materiale, con conseguente peggioramento del valore Psi e quindi del Uw complessivo. Inoltre, la presenza di materiali conduttivi in prossimità del coating e del gas argon può creare surriscaldamenti localizzati.
Il vantaggio principale di questa soluzione è la praticità: i traversini sono all’interno della vetrocamera e non si sporcano, semplificando notevolmente la pulizia.

Lo stile inglese e industriale applicato
La soluzione applicata offre la miglior resa estetica senza penalizzare le prestazioni termiche e meccaniche del serramento. Si può realizzare in diversi modi.
Sistemi pronti all’uso
Molti sistemisti propongono profili studiati appositamente, dotati di tiraviti e predisposizioni per il fissaggio sia al telaio sia ai fermavetri. La costruzione richiede però lavorazioni complesse: viti, spine, nastri adesivi, guarnizioni e talvolta nei profilati con sagome più compelsse, scassi o sgambonature. Il risultato è ottimo, ma il costo e i tempi di lavorazione sono elevati.

Sistemi artigianali
Un’ottima alternativa è rappresentata dalle soluzioni artigianali:
- acciaio: piatti o profili a T saldati direttamente all’anta e ai fermavetri, con un risultato robusto, estetico e relativamente economico;
- alluminio, legno, PVC: traversini incollati al vetro con nastri biadesivi resistenti ai raggi UV. Questa soluzione richiede pulizia perfetta della superficie e posizionamento accurato, poiché i nastri più performanti (es. 3M) non consentono riposizionamenti.

Per aumentare la verosimiglianza, è possibile abbinare canaline interne alla vetrocamera, in corrispondenza dei traversini. Questo però peggiora i valori di trasmittanza lineare e può compromettere la conformità ai requisiti energetici nelle zone climatiche più fredde.

Applicazione su uno o entrambi i lati
I traversini applicati possono essere installati su entrambe le facce del vetro, ottenendo la massima resa estetica, oppure solo sul lato esterno, riducendo i costi e migliorando la praticità di pulizia. La scelta dipende dal compromesso desiderato tra estetica, costi e manutenzione.

Pro e contro delle diverse soluzioni
- Interno al vetro: pratico nella pulizia, ma con rese estetiche limitate e prestazioni termiche inferiori.
- Applicato con sistemi pronti: elevata qualità estetica e funzionale, ma costi e tempi elevati.
- Applicato artigianale: ottima resa estetica a costi più contenuti, ma con maggiore difficoltà nella pulizia e nella precisione di posa.

Conclusioni: quale scegliere?
La scelta della soluzione migliore non è mai assoluta: dipende sempre dalle aspettative estetiche, dal budget e dalle condizioni tecniche del progetto. Il compito del serramentista è informare correttamente il cliente su vantaggi e svantaggi di ciascuna opzione e, se possibile, mostrare campioni reali o mock-up. Lo stile industriale e le sue declinazioni hanno una forte componente emozionale: vanno toccati con mano prima di essere scelti.
Un ultimo consiglio riguarda i colori: i toni chiari evidenziano guarnizioni e biadesivi, mentre il nero e l’antracite esaltano la coerenza stilistica. Quando vi è incertezza, realizzare un campione da presentare alla direzione lavori è la scelta più sicura.
In sintesi: lo stile industriale, officina e inglese rappresentano una sfida interessante per il serramentista, che deve bilanciare estetica, tecnica e prestazioni. Non sono più una necessità tecnica, ma una scelta consapevole di design, che richiede competenza e chiarezza per essere valorizzata al meglio.
Ciao e al prossimo articolo,
William Bisacchi
Articolo pubblicato sulla rivista Nuova Finestra di novembre 2025

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