Infissi a norma per il risparmio energetico, in sintesi: sono serramenti marcati CE che dichiarano per iscritto prestazioni verificabili, cioè trasmittanza, tenuta all’aria, tenuta all’acqua e abbattimento acustico, e che rispettano i limiti previsti per la zona climatica dove vengono installati.
Il buono: con i documenti in mano sai esattamente cosa stai comprando, e puoi confrontare due preventivi davvero.
Il brutto: la marcatura CE è obbligatoria per legge su tutti, quindi da sola non distingue un serramento buono da uno scarso.
Il cattivo: accontentarsi della frase “sono tutti a norma” senza farsi dare un foglio. È la scusa preferita di chi non ha nulla da dichiarare.
Quando qualcuno mi chiede degli infissi a norma per il risparmio energetico, io rispondo sempre con una domanda: a norma di cosa? Perché in Italia si usa quella parola come se fosse un marchio di qualità, e non lo è. Lo faccio da 38 anni e ti dico come stanno le cose: un serramento può essere perfettamente a norma e farti risparmiare pochissimo. Quello che conta non è l’etichetta, sono i numeri scritti sotto. In questo articolo ti spiego quali sono, dove trovarli e cosa devi pretendere prima di firmare.
Indice

Cosa vuol dire davvero “a norma”
Partiamo dal quadro giuridico, in due minuti e senza tecnicismi inutili. Ogni serramento venduto in Europa deve avere la marcatura CE secondo la norma armonizzata EN 14351-1, e deve essere accompagnato dalla Dichiarazione di Prestazione, la DoP. Attenzione a questo passaggio, perché è il cuore di tutto: la marcatura CE non certifica che il serramento sia buono, certifica che il produttore ha dichiarato le sue prestazioni secondo un metodo comune. Il giudizio su quei numeri tocca a te.
Poi c’è il fronte energetico vero e proprio. La legge sul risparmio energetico in Italia parte da lontano: la Finanziaria 2007, cioè la legge 296/2006, è stata quella che ha introdotto le prime detrazioni per la riqualificazione energetica degli edifici, e da lì si è arrivati all’attuale Decreto Requisiti Minimi. Oggi la regola pratica è semplice: se sostituisci una finestra su un ambiente riscaldato, quella finestra deve rispettare un valore massimo di trasmittanza che dipende dalla tua zona climatica.
Le due tabelle che quasi nessuno mette a confronto
Qui sta il punto che dà il titolo all’articolo, e te lo metto in tabella perché è il modo più veloce per capirlo. Esistono due serie di limiti diversi, e confonderle è l’errore che fa perdere la detrazione.
I limiti di legge vengono dal Decreto Requisiti Minimi e sono quelli che devi rispettare comunque, anche se non chiedi nessun bonus. I limiti dell’Ecobonus vengono dalla Tabella 1 dell’Allegato E del DM 6 agosto 2020 e sono più severi.
| Zona climatica | Limite di legge (Uw) | Limite Ecobonus (Uw) | Cosa significa |
|---|---|---|---|
| A e B | 3,00 W/m²K | 2,60 W/m²K | Entrambi molto permissivi |
| C | 2,00 W/m²K | 1,75 W/m²K | Divario contenuto |
| D | 1,80 W/m²K | 1,67 W/m²K | Divario contenuto |
| E | 1,40 W/m²K | 1,30 W/m²K | La zona più diffusa: qui il divario conta |
| F | 1,00 W/m²K* (1.1 dal 2026) | 1,00 W/m²K | Coincidono, ma è il valore più severo in assoluto |
Guarda la riga della zona E, dove sta la maggior parte degli italiani: un serramento con Uw 1,35 è perfettamente a norma di legge e non ti dà diritto all’Ecobonus. È esattamente il tipo di scarto che nessuno ti spiega e che scopri quando ormai le finestre sono montate. Ho spiegato come si legge il valore nella guida sulla trasmittanza termica degli infissi.
Il Decreto Requisiti Minimi del 2015 è stato aggiornato con un nuovo decreto entrato in vigore nel corso del 2026. Per i serramenti i valori limite restano sostanzialmente invariati, con un aggiustamento nella zona climatica F, dove il limite di legge sale da 1,00 a 1,10 W/m²K, e con l’eliminazione della vecchia distinzione tra Fase I e Fase II, mantenendo i valori più restrittivi. Se stai per ordinare, fai confermare al tuo tecnico i valori in vigore alla data dei lavori: è una verifica da due minuti che ti evita sorprese.
Infine c’è un pezzo di “a norma” che riguarda la sicurezza e che quasi nessuno collega al risparmio: la UNI 7697, che stabilisce quali vetri di sicurezza vanno usati in base alla posizione della finestra e al rischio di caduta. Un serramento fantastico dal punto di vista energetico ma con il vetro sbagliato in una portafinestra al primo piano non è a norma, e su questo la norma non ammette interpretazioni creative.
I numeri che devono comparire sui documenti
Questa è la parte che ti serve davvero. Quando ti danno una scheda tecnica o una DoP, cerca queste cinque voci. Se ce ne sono meno di quattro, il preventivo è incompleto.
Quanto calore disperde tutta la finestra. Più basso è meglio è. Deve essere calcolata sulle tue misure.
Classi da 1 a 4. Pretendi la classe 4: è quella che ti toglie gli spifferi e mantiene il calore.
Da 1A a 9A ed E. Conta molto se la facciata è esposta a pioggia battente e vento.
Classi da A1 a C5. Sulle grandi vetrate e sui piani alti diventa determinante.
In decibel. Se stai su una strada trafficata è il numero che ti cambia la vita.
La voce che quasi nessuno guarda è la seconda, la permeabilità all’aria, ed è un errore. Un serramento con ottima trasmittanza ma in classe 2 ti lascia passare aria dai giunti, e in casa tua rende molto meno di quanto promette la scheda. In pratica compri un cappotto costoso e poi lo tieni sbottonato.
C’è poi un dettaglio sull’Uw che va detto chiaro: il valore in scheda tecnica è quasi sempre riferito a una finestra campione di 1,23 x 1,48 metri, quella usata per la marcatura CE. Se le tue finestre sono più piccole, l’Uw reale peggiora, perché il telaio incide di più in proporzione al vetro. Su una finestrella da bagno lo scarto può bastare a farti sforare il limite di zona: pretendi il calcolo sulle tue misure.

Tipologie e materiali degli infissi a norma
Tutti i materiali possono essere a norma, cambiano il modo e il costo per arrivarci. Ti do il quadro sintetico, poi le voci accessorie che completano il sistema.
Finestre e portefinestre
Il PVC a 5 o 7 camere raggiunge ottimi valori con la spesa più contenuta ed è la scelta più razionale su misure normali. Il legno isola molto bene e regge il confronto, ma vuole manutenzione periodica all’esterno. L’alluminio a taglio termico parte svantaggiato sui numeri e per pareggiare deve salire di gamma, però ti dà sezioni sottili e ante enormi. Il legno-alluminio mette insieme prestazioni da legno e zero manutenzione esterna, al prezzo più alto.
Sulle portefinestre aggiungi un’attenzione in più alla soglia, che è il punto dove si concentrano dispersioni e infiltrazioni: è l’unico tratto del perimetro dove non c’è muratura sotto, e se non è risolta bene diventa il punto freddo della stanza.
Persiane, scuri e scuroni
Sono i grandi dimenticati, e invece contribuiscono davvero. Un oscurante chiuso di notte crea un’intercapedine d’aria ferma davanti al vetro e migliora la trasmittanza complessiva del sistema. Le persiane in alluminio coibentate fanno meglio delle lamelle semplici, e anche scuroni e scuri in legno danno un contributo misurabile.
E qui c’è un vantaggio pratico che quasi nessun venditore ti dice: se sostituisci l’infisso insieme all’oscurante, nel calcolo si può considerare l’Uw dell’insieme finestra più chiusura oscurante, che è più basso di quello della sola finestra. Su un serramento borderline può essere proprio quello a farti rientrare nel limite della tua zona.

Vetri basso emissivi e gas argon
Il vetro occupa tra il 70 e l’80% della superficie di una finestra normale, quindi è lì che si gioca la partita grossa. Un vetro basso emissivo ha un trattamento invisibile che riflette il calore verso l’interno; l’intercapedine riempita con gas argon al posto dell’aria conduce meno e migliora ulteriormente il valore. Aggiungi un distanziale a bordo caldo warm edge e riduci il ponte termico lungo tutto il perimetro del vetro, che è anche il punto dove compare la condensa.
Ferramenta e sistemi di apertura
Un’anta a battente chiude meglio di una scorrevole, punto. Se hai bisogno di grandi aperture, l’alzante scorrevole tiene molto meglio di uno scorrevole tradizionale a scivolo, perché in chiusura l’anta si abbassa e comprime le guarnizioni. E la ferramenta con più punti di chiusura non serve solo alla sicurezza: distribuisce la pressione sulle guarnizioni e ti fa guadagnare classe di permeabilità.
I vantaggi concreti, in ordine di importanza
Ti metto in tabella cosa ottieni davvero e quando ciascun vantaggio si sente sul serio. Il criterio è quello che uso in showroom da anni.
| Vantaggio | Quando si sente davvero | Quando conta poco | Nota pratica |
|---|---|---|---|
| Risparmio in bolletta | Se partivi da serramenti anni Ottanta a vetro singolo. | Se le finestre erano già a doppio vetro decente. | Il salto grosso è dal vecchio al nuovo, non dal buono all’ottimo. |
| Comfort e assenza di spifferi | Sempre, ed è il beneficio che i clienti citano per primo. | Mai: è il motivo per cui vale la pena spendere bene. | Dipende dalla classe di permeabilità, non dalla Uw. |
| Isolamento acustico | Strade trafficate, centri storici, vicinanza a locali. | Campagna silenziosa: è spesa quasi inutile. | Serve vetro asimmetrico con PVB acustico, non il triplo vetro. |
| Meno condensa e muffa | Case umide con ponti termici sui contorni. | Se il problema vero è la ventilazione, non l’infisso. | Occhio: infissi nuovi molto ermetici possono far emergere l’umidità. |
| Valore dell’immobile | Se accompagni la sostituzione all’APE aggiornato. | Se non documenti nulla e non conservi le certificazioni. | Conserva DoP, fatture e pratica ENEA in una cartella. |
Una nota onesta sulla prima riga, perché è quella su cui si raccontano più bugie. Sostituire finestre già discrete con finestre eccellenti migliora il comfort in modo evidente, ma sul risparmio in euro il ritorno è lento. Se qualcuno ti promette che si ripagano in tre anni, sta vendendo, non calcolando.
E una nota sulla quarta riga, che è la più insidiosa: infissi nuovi molto ermetici non creano l’umidità, la rendono visibile. Prima gli spifferi ventilavano la casa di continuo; tolti quelli, se non cambi le abitudini di ricambio d’aria l’umidità si accumula e va a condensare sul punto più freddo, che spesso è la spalletta del muro. Non è un difetto della finestra, è un effetto prevedibile che un buon fornitore ti spiega prima.
Come scegliere e perché la posa vale metà del risultato
Il percorso che seguo io è sempre lo stesso, in tre passaggi. Primo: capire la casa, cioè zona climatica, esposizione, rumore esterno e stato dei cassonetti. Secondo: scegliere il materiale in funzione delle dimensioni e dell’estetica, non il contrario. Terzo, e qui si vince o si perde tutto, definire come si posa.
Su questo sono categorico perché l’ho visto centinaia di volte: un serramento a norma posato male non è più a norma. Le prestazioni dichiarate valgono in laboratorio, dove il telaio è sigillato perfettamente. A casa tua contano il giunto tra telaio e muro, la continuità dell’isolamento sul perimetro, le barriere al vapore all’interno e alla pioggia all’esterno. Se quel giunto è fatto con una schiuma buttata dentro e via, hai comprato un valore e ne stai usando un altro. Guarda la pagina sulla posa certificata e quella sulla posa in opera degli infissi.

Chiedi al fornitore quattro documenti, prima di firmare: la Dichiarazione di Prestazione del serramento, il calcolo Uw sulle tue misure, la descrizione scritta del sistema di posa con i materiali che userà e la garanzia con durata e cosa copre. Sono quattro fogli. Chi lavora bene te li dà senza fare storie; chi te li nega ti ha appena risparmiato un errore.
Manutenzione: come restare a norma nel tempo
Le prestazioni non sono eterne, ma la manutenzione richiesta è ridicolmente semplice. Due volte l’anno pulisci le guarnizioni con un panno umido e passa un velo di prodotto siliconico, lubrifica i punti di chiusura della ferramenta e controlla che i fori di drenaggio in basso siano liberi. Una volta l’anno prova ad aprire e chiudere: se l’anta ha cominciato a fare resistenza, chiama chi te l’ha montata e falla regolare.
Sui materiali cambia poco: il PVC vuole solo detergente neutro e mai abrasivi, l’alluminio uguale ma più spesso se sei vicino al mare, il legno chiede un rinnovo della finitura esterna ogni cinque o sei anni a seconda dell’esposizione. Dieci minuti a finestra, una o due volte l’anno, ti mantengono la prestazione dichiarata per vent’anni.
Bisacchi, la consulenza e la guida
La Bisacchi lavora su infissi, porte e cancelli dal 1973 e io ci sono dentro dal 1988. Il nostro modo di lavorare è il Sistemabisacchi®: rilievo, scelta del sistema con i valori calcolati sul tuo caso, posa certificata secondo la UNI 11673 con posatori EQF4 e garanzia scritta. In catalogo trovi infissi in PVC, infissi in alluminio, infissi in legno e legno-alluminio. Cosa dicono i clienti lo leggi nelle recensioni.
Se abiti nella nostra zona, si comincia con una telefonata allo 0547 53495 oppure con un preventivo gratuito, poi ci vediamo nel nostro showroom di Gambettola: ne esce un’offerta con l’Uw calcolato sulle misure reali e il confronto con i due limiti, quello di legge e quello dell’Ecobonus. Se sei lontano e vuoi un parere indipendente su preventivi che hai già in mano, esiste la consulenza personale con me, che è a pagamento proprio perché non è legata a nessuna fornitura: lì non ti vendo niente, leggo i documenti e ti dico cosa ci vedo. E se preferisci studiarti la materia prima di parlare con chiunque, nel libro Scegliere gli infissi è facile con Sistemabisacchi® trovi tutte le domande da fare, in ordine.
Domande frequenti sugli infissi a norma
Un infisso a norma dà sempre diritto alla detrazione?
No, ed è l’equivoco più costoso di tutti. I limiti di legge e quelli dell’Ecobonus sono due tabelle diverse, e quelli della detrazione sono più severi. In zona climatica E, per esempio, la legge chiede 1,40 W/m²K mentre l’Ecobonus scende a 1,30: un serramento con Uw 1,35 è perfettamente a norma e non ti dà diritto al bonus energetico. Va verificato prima di ordinare, perché a lavori finiti non si rimedia.
Come capisco se un infisso è a norma?
Chiedi la Dichiarazione di Prestazione, che è obbligatoria e accompagna la marcatura CE. Dentro trovi trasmittanza, permeabilità all’aria, tenuta all’acqua, resistenza al vento e abbattimento acustico. Poi verifica due cose che la DoP non ti dice: che il valore Uw sia calcolato sulle tue dimensioni e non sulla finestra campione di laboratorio da 1,23 x 1,48 metri, e che il vetro rispetti la UNI 7697 per la posizione in cui va montato. Se il fornitore non ti fornisce la DoP, non è una dimenticanza: è un segnale.
Quali infissi garantiscono il maggiore risparmio energetico?
A parità di prezzo il PVC a 5 o 7 camere è il materiale che raggiunge i valori migliori, seguito dal legno e dal legno-alluminio; l’alluminio a taglio termico ci arriva ma salendo di gamma. Detto questo, il materiale del telaio pesa meno di quanto pensi: il salto vero lo fanno il vetro basso emissivo con argon, la classe di permeabilità all’aria e la qualità della posa. Un PVC eccellente posato male rende meno di un alluminio medio posato bene, e questo in cantiere lo vedo continuamente.
Quali sono i materiali migliori per gli infissi?
Non esiste il migliore in assoluto, esiste quello giusto per il tuo caso. PVC se cerchi il massimo rapporto tra isolamento e prezzo su misure normali. Legno se ti piace l’estetica calda e accetti la manutenzione. Alluminio se hai grandi vetrate e vuoi profili sottili. Legno-alluminio se vuoi le prestazioni del legno senza doverlo riverniciare. Il consiglio che do sempre è di scegliere prima il livello prestazionale, cioè i numeri che ti servono, e solo dopo il materiale che ti piace: fatto al contrario, quasi sempre si sfora il budget o si sbaglia il risultato.
Cosa faccio adesso?
Prendi il preventivo che hai in mano e cerca tre parole: Uw, permeabilità, posa. Se ci sono tutte e tre con un numero accanto, stai trattando con un professionista. Se ne manca anche solo una, richiedilo completo prima di decidere qualsiasi cosa: non è diffidenza, è il minimo che ti spetta su una spesa che dura vent’anni.
Poi fai la seconda verifica, quella che quasi nessuno fa: cerca la zona climatica del tuo Comune e confronta l’Uw dichiarato con entrambi i limiti della tabella qui sopra. Se sei sopra il limite Ecobonus ma sotto quello di legge, il serramento si può montare ma la detrazione energetica non la prendi: meglio saperlo adesso che tra un anno.

📞 0547 53495 | 🏢 via del Lavoro 11/a, Gambettola (FC)

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