Il quarto lato: il lato oscuro del controtelaio
Quando penso al quarto lato del controtelaio mi viene sempre in mente il “lato oscuro della forza” della saga di Star Wars. Perché anche la finestra migliore del mondo – una ipotetica finestra “Jedi” – se installata su un controtelaio privo del quarto lato, può trasformarsi in una finestra problematica, destinata a generare condensa, muffa e dispersioni energetiche.
La metafora è suggestiva, ma il tema è estremamente concreto. Il quarto lato non è un accessorio del controtelaio: è uno dei nodi più delicati dell’intero sistema serramento–muratura. Ed è spesso proprio lì che nascono i problemi.
Il nodo inferiore: il punto più debole del foro finestra
La parte inferiore del foro finestra è quasi sempre interessata dalla presenza di soglie o bancali realizzati in materiali ad alta conducibilità termica: marmo, granito, pietra naturale, talvolta alluminio o acciaio inox. Si tratta di materiali strutturalmente validi e spesso esteticamente richiesti, ma dal punto di vista termico estremamente penalizzanti.
Quando il bancale è passante e non correttamente interrotto, si crea una continuità tra esterno e interno che genera un ponte termico lineare significativo. La conseguenza è un abbassamento della temperatura superficiale interna in corrispondenza della traversa inferiore del serramento. Se tale temperatura scende sotto il punto di rugiada dell’aria interna, la condensa è inevitabile.
Nelle zone climatiche E e F il problema diventa ancora più evidente. Nei mesi invernali non è raro avere un delta termico di 20 °C tra interno ed esterno. In queste condizioni un marmo passante non isolato lavora come un dissipatore di freddo.

Condensa: una questione di fisica, non di opinioni
Prendiamo un caso semplice. Internamente abbiamo 20 °C con un’umidità relativa del 60%. Il punto di rugiada è circa 12 °C. Tutte le superfici che scendono sotto questa temperatura iniziano a condensare.
Se l’umidità sale al 65%, il punto di rugiada si porta a circa 13,2 °C. Questo significa che basta un piccolo aumento dell’umidità interna – dovuto a cottura dei cibi, docce, presenza di persone – per aumentare sensibilmente il rischio.
Per evitare il problema si dovrebbe mantenere l’umidità interna attorno al 40%, con un punto di rugiada di circa 6 °C. Ma realisticamente, quante abitazioni riescono a mantenere stabilmente questi valori in inverno?
In presenza di una soglia passante, la temperatura superficiale interna può facilmente scendere sotto i 10 °C quando all’esterno siamo prossimi allo zero. A quel punto la condensa non è un’eventualità: è una conseguenza matematica.
Muffa: non serve la goccia visibile
La muffa rappresenta la seconda criticità. Ed è importante chiarire un aspetto spesso frainteso: la muffa non necessita della goccia d’acqua visibile. È sufficiente che la superficie rimanga per lungo tempo con un’umidità relativa superficiale superiore all’80%.
Se una zona del nodo inferiore lavora stabilmente a 10 °C, con ambiente interno a 20 °C e 60% di umidità relativa, quella superficie si trova sotto il punto critico. Anche in assenza di condensa evidente, la saturazione superficiale favorisce l’attecchimento delle spore, soprattutto negli angoli inferiori dove la ventilazione è ridotta.
Non è un problema estetico. È un problema igienico e di durabilità del nodo.

Il ponte termico lineare: energia che esce continuamente
Accanto agli aspetti igrometrici c’è un tema energetico spesso sottovalutato. Un ponte termico lineare è una zona in cui la resistenza termica è inferiore rispetto alle superfici circostanti. Il flusso di calore attraversa quel punto con maggiore intensità, generando una dispersione continua.
Questo significa che non stiamo parlando solo di comfort o di macchie sul muro. Stiamo parlando di energia che esce in modo accelerato dall’edificio, peggiorando la prestazione complessiva dell’involucro e aumentando i consumi.
Un marmo passante o un nodo serramento-muratura non correttamente progettato non sono dettagli costruttivi secondari. Sono punti di perdita strutturale.

Il contributo della UNI 11673-1
Con l’introduzione della norma UNI 11673-1 nel marzo 2017 il comparto del serramento ha finalmente avuto indicazioni chiare sulla progettazione del nodo di posa a regola d’arte. Il nodo inferiore deve essere considerato in funzione delle prestazioni termo-igrometriche, della tenuta all’acqua e della durabilità.
Non è più accettabile lasciare la gestione del quarto lato alla sola esperienza di cantiere. Deve essere progettato.

Le soluzioni tecniche
La prima soluzione è concettualmente semplice: interrompere la continuità tra interno ed esterno. È lo stesso principio che applichiamo nei profili a taglio termico o nel vetrocamera, dove le parti non sono in contatto diretto ma separate da un materiale isolante.
Nel quarto lato questo può tradursi nell’inserimento di elementi a bassa conducibilità, come materiali compositi, purenit, PVC, o poliuretano ad alta densità. L’obiettivo è creare una discontinuità termica mantenendo adeguata resistenza meccanica.
Una soluzione più evoluta è rappresentata dal sottobancale termico prefabbricato. In questo caso non ci si limita a interrompere la soglia, ma la si isola completamente, avvolgendola e impedendo la trasmissione del freddo verso l’interno. È una soluzione più controllabile dal punto di vista prestazionale.
Negli ultimi anni si sono diffuse anche soluzioni miste, con bancali forniti già accoppiati a uno strato isolante e quarto lato realizzato nel controtelaio. Sono approcci più artigianali rispetto ai sistemi prefabbricati, ma se progettati correttamente possono funzionare.

Impermeabilizzazione e resistenza meccanica
La zona inferiore del serramento è anche la più esposta al rischio infiltrazioni. Deve resistere ad acqua battente e stagnante. Per questo il sistema scelto deve essere compatibile con l’impermeabilizzazione prevista dall’impresa a liquido o a caldo, in quest’ultimo caso molti materiali vanno scartati.
Occorre inoltre considerare la resistenza alla compressione, soprattutto nelle portefinestre soggette a calpestio. Non tutti i materiali isolanti sono idonei a sopportare carichi permanenti.
È in questo punto che si incrociano fisica tecnica, impermeabilizzazione e resistenza strutturale. Ed è proprio per questo che il quarto lato non può essere improvvisato.
Il quarto lato è progettazione
Il quarto lato è il punto in cui convergono cinque aspetti fondamentali:
- fisica tecnica
- impermeabilizzazione
- resistenza meccanica
- comfort abitativo
- efficienza energetica
Se viene trascurato, anche la finestra più performante diventa problematica. Se viene progettato correttamente, nessuno lo noterà. E quando un nodo è invisibile, significa che funziona.
Un marmo passante, una soglia in granito o un bancale metallico non sono sbagliati in sé. Diventano sbagliati quando non vengono interrotti, isolati o compensati con un sistema prestazionale adeguato.
Nel serramento il “lato oscuro” esiste davvero, come nella saga di Star Wars. Sta a noi, come progettisti e serramentisti, scegliere da che parte stare.
William Bisacchi
Articolo pubblicato sulla rivista Nuova Finestra di Marzo 2026

Rispondi