Il problema dell’irraggiamento solare estivo
In questa realizzazione a Cesenatico, splendida località balneare della Romagna, uno dei problemi che abbiamo dovuto risolvere è stato l’irraggiamento solare estivo. Un problema sovente nelle realizzazioni attuali, dove sono presenti grandi superfici vetrate che, se da un lato possono essere isolate egregiamente con vetrate a tripla lastra, dall’altro canto sono ottime produttrici di effetto serra.
L’effetto serra in sé non è dannoso. Pensiamo che è una delle caratteristiche che rende possibile la vita sul nostro pianeta, ma va controllato e non lasciato al caso.

Le esigenze del cliente
In questa ristrutturazione, il cliente ambiva a un design molto moderno, con infissi neri e con vetrate il più trasparenti possibili. Quando si parla di massima trasparenza, nel mio cervello di serramentista si accende subito una lampadina: vetro extrachiaro.
Il vetro extrachiaro è un vetro puro, con poco o nulla di depositi ferrosi, quelli che, per intenderci, “regalano” quell’effetto verde di bottiglia ai comuni vetri dei serramenti. Tale vetro può essere talmente trasparente da far entrare fino al 10-15% in più di luce rispetto ai vetri “verdi”.

Il problema del surriscaldamento estivo
Meraviglioso! Il primo aggettivo che viene in mente, ma poi subentra il problema del surriscaldamento estivo: l’effetto serra delle grandi vetrate basso emissive.
Il principio dei vetri a bassa emissività è di non far uscire il calore dall’interno dell’abitazione. A loro non interessa che sia estate o inverno, fanno questo tipo di lavoro 365 giorni all’anno, 24 ore su 24.
Cosa succede quindi in agosto, quando il solleone attraversa una lastra di vetro da 4 metri di questa villa? Succede che oltre l’85% del calore del sole penetra all’interno, e il trattamento a bassa emissione (low-e) lo intrappola, non facendolo uscire. La casa, col passare delle ore, si trasforma in un forno e il cliente chiama dicendo:
“Ma che razza di vetri mi hai dato? Non isolano per niente! Ho l’aria condizionata al massimo ma devo stare in costume!”.
Questa sarebbe la situazione se non si studiasse la situazione in fase progettuale o di consulenza.

L’importanza della consulenza
Apro una parentesi sulla consulenza e sulla situazione ideale. Ogni progetto ha bisogno di essere studiato, ogni cliente deve essere consigliato ed ogni progettista va aiutato. Mettiamoci sempre in gioco, non eseguiamo la “lista della spesa” nascondendoci dietro all’abaco infissi già pronto. Se ci mettiamo in gioco, se aiutiamo il cliente e il progettista, diamo valore al nostro lavoro, produciamo soddisfazione (per tutti) e rendiamo il mondo migliore.
La soluzione ideale
La soluzione migliore in assoluto è avere un vetro il più trasparente possibile (extrachiaro) con un fattore solare il più alto possibile e una schermatura solare che mi permetta la massima regolazione della luce. Con questa soluzione ideale avrò il massimo contributo energetico, perché in inverno la casa si riscalderà con la massima potenza del sole, e in estate, grazie alla schermatura solare, modulerò l’ingresso della luce e quindi del calore.
I limiti della soluzione ideale
È sempre possibile? No, e non solo per questioni di costi, ma a volte per questioni architettoniche o per l’utilizzo della vetrata. Pensiamo a una grande vetrata dove, in estate, voglio poter accedere frequentemente. Ogni volta movimentare un frangisole può essere sia scomodo che una perdita di tempo insopportabile.

Come trovare la soluzione migliore
Come trovare quindi la soluzione migliore? Vanno analizzati il progetto e le esigenze del cliente.
- Il progetto: per capire come gira il sole, se ci sono delle superfici aggettanti, se ci sono dei palazzi adiacenti che possono proteggere dal sole estivo o ancora delle piante.
A proposito di piante, quelle a foglia caduca, ovvero che sono spoglie in inverno e rigogliose in estate, sono le migliori: in inverno fanno passare i raggi del sole che riscaldano gratuitamente e in estate li bloccano. D’altra parte, la natura è perfetta, si sa: spesso basterebbe studiarne di più i dettagli per prenderne tanti spunti interessanti. - Le esigenze del cliente: vuole la massima trasparenza? Vuole contenere il budget? Vuole avere privacy? Vuole tenere le finestre aperte in estate? Sono solo alcune delle tante domande che sposteranno la scelta in una o in un’altra direzione.
Ad esempio, in una finestra in cui non sarà possibile installare una schermatura solare, si potrà considerare di installare un vetro selettivo che mi faccia entrare meno energia del sole. Quanta di meno? Il 35% nella maggior parte dei casi, ma potrebbe scendere al 20% se la vetrata è particolarmente esposta, se è in zona climatica A, B o C, o se è un ufficio con esposizione a ovest.

L’importanza dell’esposizione
Sì, l’esposizione è molto importante. Il sole ha sempre la stessa forza, ma nel pomeriggio, quando non c’è più traccia della frescura notturna, lo accusiamo molto di più rispetto al sud e all’est. A nord la schermatura non serve a nulla: la si può utilizzare solo per fini estetici, null’altro.
La scelta dei frangisole
Tornando al nostro progetto, abbiamo optato per dei frangisole a lamelle orientabili, anch’essi di colore nero come gli infissi, anche se non sarebbe il colore consigliato. Anzi, sarebbe sempre preferibile lavorare con colori chiari che respingono i raggi del sole e non li trattengono. Quando una superficie nera è riscaldata in estate può arrivare anche a 80-90°C di temperatura e si comporta come un radiatore che emana questo calore. Inoltre, pensiamo a un bambino piccolo che appoggia la sua manina sopra a questa superficie: il rischio di andare al pronto soccorso è molto elevato.
Tutti questi aspetti vanno sollevati con il cliente. Sarà poi lui a decidere se prediligere la tecnica, la sicurezza o l’estetica, ma deve essere al corrente dei pro, dei contro e dei rischi delle varie scelte.

I vantaggi e i limiti dei frangisole
Torniamo ai nostri frangisole. Li abbiamo scelti perché le lamelle consentono di fermare quasi completamente i raggi solari ma mantenere un’ottima luminosità degli ambienti, aggiungendo anche un bellissimo effetto scenografico. La luce letteralmente “disegna” le sue forme con giochi di ombre e luce all’interno delle stanze.
In ultimo, ma non meno importante, è il sistema che ti garantisce più luce e più privacy nello stesso tempo. Per questo progetto era importante, perché non era una casa isolata ma, essendo in centro, c’erano diversi vicini curiosi.
Certamente non è tutto oro ciò che luccica, ed il tallone d’Achille dei frangisole è che non garantiscono il buio al 100%, perché lateralmente ci sono sempre 5-10 millimetri di aria tra guida e pala, necessari per il corretto funzionamento e per la dilatazione delle pale. Bisogna sempre considerare la dilatazione dei materiali che, nei colori scuri, può arrivare anche a diversi millimetri per metro lineare.
Alcune di queste soluzioni hanno dei limiti dimensionali e occorre tenerne conto. Puoi scegliere un modello piuttosto che un altro in funzione dei limiti raggiungibili, senza dimenticarsi di controllare la resistenza al vento. Un frangisole posato a Santa Margherita Ligure al quinto piano fronte mare sarà sollecitato diversamente da uno posato a Bologna al piano terra.
Nel nostro caso, abbiamo scelto un modello a catena perché al cliente non piacevano i modelli con i cavetti, che avrebbero consentito di fare un unico frangisole anche nelle vetrate da 4 metri di larghezza. Abbiamo così studiato una piccola colonna che servisse come sostegno alle guide dei due frangisole e l’abbiamo posizionata di fronte al montante centrale delle vetrate scorrevoli. In questo modo abbiamo risolto il limite dimensionale senza avere un grande impatto estetico nel risultato finale.
Guarda le foto e dimmi tu stesso cosa ne pensi.

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William Bisacchi
Articolo pubblicato sulla rivista Nuova Finestra di febbraio 2025

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